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420 Parole

23 Rimasto solo, Tosco tirò fuori il cellulare. La prima chiamata fu per Natasha, che veniva dalla Russia, faceva la vita, non era nemmeno un granché, e non gli rispose. Deluso, chiamò casa, suo nonno Fonso, per accertarsi che il vecchio non combinasse qualche disastro, poiché l’età l’aveva reso demente. E per forza di cose doveva restarsene solo, mentre lui usciva per andare al lavoro. Annibale nel frattempo discese le vecchie scale, che al centro erano scavate dai secoli. Il soffitto appena sopra la sua testa era a volta, con i crudi mattoni a vista. Entrando nella Cantina, a ogni gradino sempre più giù, si percepiva un cambiamento. Sembrava di infilarsi nello stomaco di Bologna. Le luci erano rossastre, il pavimento in pietra. Odore di antico, di storia. Di una città che non c’era p

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