30 «Succede sempre?» La donna sedette sullo sgabello, il vestito le risalì le gambe provocando vertigini. Ordinò un altro cocktail. Annibale inarcò le sopracciglia. Non aveva capito la domanda. «Ogni volta che lei piomba qui, il suo amico si mette a suonare in modo differente». Sì, capitava spesso, era il loro modo di salutarsi. «Se n’è accorta. Allora vede che lo capisce il jazz?». Rise, una bella risata pulita. «Per niente. Mi sa che lei ha voglia di lusingarmi!» Tornò seria, come se una nuvola nera avesse rapito la luna e tutti i sogni. Lo guardò. «Speravo di rivederla». Il suo tono era stato così asciutto da non farlo sembrare neppure un complimento. Seguì un lungo silenzio che piaceva a entrambi. Note intorno, lente come bolle di sapone. Al era preda della malinconia. Aveva pog

