29

464 Parole

29 Nonostante l’ora tarda, alla Cantina c’era più gente della notte precedente. Il motivo era la fiera, i locali notturni alla moda erano presi d’assalto dai forestieri. Così, per stare tranquilli, i bolognesi si rifugiavano in posti lontani dal circuito della grande comunicazione. Al il pazzo era chino sulla tastiera e gocciolava sudore. Ancora una giacca a coda di rondine, ma questa volta di un verde brillante. Suonava senza spartito, come sempre. La musica ce l’aveva dentro, sciolta nel sangue assieme alle piastrine, ai globuli bianchi, alle scorie tossiche e a tutto il resto. Stava lavorando con perizia su un veeeery-very-slow-blues. In dodici ottavi e molto doloroso, che sapeva di periferia, auto incendiate, furti, droga, infanzie devastate, abusi, sporcizia e notti senza sogni pas

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI