XII

2777 Parole

XII Il fabbro Moreno La porta della camera del mio tutore era aperta. Feci un cenno di saluto ed entrai. Saranno state le nove della sera. Lui stava seduto in cima al letto. Angela lo aiutava a bere una tisana. Le mani gli tremavano più del solito. Da tre giorni non s’alzava. Se ne stava quieto, accudito dalla badante. Ella provvedeva ad alimentarlo, lo lavava, gli faceva espletare i bisogni con l’aiuto della padella o del pappagallo. Cambiava la biancheria, gli rimboccava le coperte. Finì di bere la tisana e alzò gli occhi. «Sei il benvenuto, Febo» disse. «Stamattina ho avuto il piacere di rivedere il signor Andreani. Da tanti anni non c’incontravamo… Lasciaci soli, Angela… per favore.» La badante uscì dalla stanza con la tazza in mano. Io mi sedetti sulla sedia di fianco al letto.

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