XIV

1213 Parole

XIV L’orecchino Arrivai a casa di Alfredo alle nove della mattina. Era edificata a un solo piano, al centro di Matidia, lungo un viottolo che si diramava dalla strada principale. Un vialetto sovrastato da una pergola d’uva fragola, un orticello, uno spiazzo per il carretto e dietro la stalla dell’asino. Ai lati della porta a una sola anta c’erano due piccole finestre con le imposte e le tendine bianche. Bussai. Geffa venne ad aprirmi. «Buongiorno Geffa» le dissi sorridendo. «Buongiorno Febo, come mai qui?» Indossava la gonna corta, una blusa aperta, e ai piedi le scarpe grosse con i lacci, i calzettoni a mezzo stinco. «Torno di nuovo all’interno della torre. Ieri ho trovato un anello. È d’oro. Voglio ispezionarla ancora. Vieni con me?» «Mi piacerebbe. Chiedilo a mio padre.» «Non in

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