XVII Il funerale Matteo Mattioli morì nel sonno. Fu rinvenuto nel suo letto all’alba di sabato 18 agosto 1877. Angela andò da lui con la pozione di sciroppo. Lo chiamò, lo scosse, ma lui non si mosse. Gridò, e Febo accorse. Il defunto aveva gli occhi chiusi, le mani lungo i fianchi sopra la coperta. Il viso racchiuso dal berrettino di lana per la notte appariva disteso. Sereno. Matteo Mattioli se n’era andato in silenzio, senza strepiti, senza alcun lamento. Furono chiamati il dottore, che ne confermò il decesso, e il prete, che lo benedisse. La domenica seguente venne il becchino e lo compose. Vestito di nero, la camicia bianca con le frange e un papillon rosso al collo. I capelli bianchi crespi raccolti sul cuscino ricamato. La camera ardente si riempì di gente venuta a dargli l’ultimo

