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2351 Parole

Alice gli poggiò una mano sul petto, muovendola con lentezza in circolo intorno ai suoi pettorali. “Non dico che tu non abbia colpe, ma perché pensi di dover continuare a proteggere il suo buon nome? Se è stato lui…” “Certo che è stato lui. Me lo confessò quello stesso giorno, quando tornammo dalla stupida missione che ci aveva affidato, per tenerci fuori dai piedi mentre lui sperimentava i suoi nuovi poteri.” “Cosa accadde di preciso?” Tom la strinse forte a sé. Non amava ricordare quegli avvenimenti ma Alice aveva ragione. Quello era il momento giusto per… be’, per dare a Cesare ciò che era di Cesare. “Quella mattina, prima che albeggiasse, Cesare decise di voler fare un ultimo giro tra le sentinelle, alle quali aveva dato l’ordine di non aiutare i fuggiaschi, pena la loro stessa vi

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