«È un mostro quell'uomo.»
Faccio zapping tra un canale e un altro sperando di trovare qualcosa che mi possa distrarre dalle parole di Taylor.
Da quando Ashley si è trasferita in questa casa, sembra che il mio appartamento è diventato un luogo d'incontro per gente che deve essere ricoverata in un manicomio e che è un pericolo per la società... come Taylor e Tessa, ma anche Chiappadestra e Chiappasinistra, che non so come abbiano fatto a entrare, anche se sono così distratta in questo momento che potrebbero entrare pure i ladri e non me ne accorgerei lo stesso.
Ho visto tutti gli episodi di Peaky Blinders, tanto da stufarmi di Tommy Shelby e dei suoi occhi da brividi, e l'unica cosa interessante che trovo in Tv è Doctor Pimple Popper.
«Ha vinto il primo incontro.»-Ian cerca di farlo ritornare alla realtà, ma i miei occhi non si spostano dalla televisione e fingo di non ascoltarli mentre continuano a parlare di Matthew.
È la terza volta che li guardo male per farli capire che non voglio più sentir pronunciare il suo nome, ma non hanno intenzione di calcolarmi minimamente, dato che non fanno altro che lodarlo da ore ormai.
«Ma è l'ultimo quello che conta.»-il biondino seduto affianco a Tessa conclude pensieroso, ma nella mia testa non faccio altro che maledire mentalmente l'avversario di Matthew per non avergli spaccato la faccia come io farei in questo momento.
È da giorni che non lo vedo, ma non ho sentito la sua mancanza, anzi, spero che continui a rimanere a New York fino all'ultimo incontro pur di non vederlo.
Sono così incazzata che mi prendo a schiaffi mentalmente al solo pensiero di essermi lasciata andare quella sera in palestra.
Sarei dovuta scappare appena mi ha messo le mani addosso e sono sicura che non mi avrebbe più infastidito, perché Matthew non è Paul e non mi avrebbe fatto del male se avessi cercato di allontanarmi.
Quello che mi preoccupa è che, se dovessi ritrovarmi nella stessa situazione e nelle stesse con di quella sera, maledizione, farei la stessa cosa!
Mi lascerei baciare da lui come ogni sera non smetto di sognare, e forse andrei anche oltre senza riuscire a fermarlo.
Le mie guance vanno in fiamme al solo ricordo delle sue carezze quasi violente, mentre mi stringeva al suo corpo come se avesse paura che cambiassi idea e scappassi.
Invece è stato lui a scappare.
Stringo il telecomando tra le dita mentre continuo a passare da un canale ad un altro quando il suo sguardo infuriato si presenta di nuovo davanti ai miei occhi, come se in questo momento fosse davanti a me come quella notte, mentre mi guarda quasi schifato per essere ancora vergine.
Gli angoli della mia bocca si piegano verso il basso e rilasso le spalle lentamente, iniziando a pensare che forse lui non ha alcuna colpa.
Come ho potuto pensare di essere all'altezza di tutte le modelle che gli ronzano intorno.
Distolgo gli occhi dalla televisione aggrottando la fronte, per poi riportarli in basso e fissare la mia felpa gigantesca.
Sono sempre stata la pecora nera della palestra e tutte le clienti che entrano nel mio ufficio mi guardano dalla testa ai piedi per prendersi gioco di me e rinfacciarmi le loro belle forme, ma non mi è mai importato della loro opinione. Infondo ero la prima a rendermi conto di non essere come loro.
E non volevo nemmeno assomigliare alle clienti della palestra, perché l'ultima volta che avevo provato a farlo ho rischiato di essere stuprata da un alcolizzato.
Per un momento mi ero quasi illusa che Matthew fosse diverso e che mi vedesse... bella, ma ora so che gli interessava solo entrare tra le mie gambe e approfittare del momento.
Per questo mi ha lasciato spiazzata in mezzo alla palestra quando ha saputo che non avevo abbastanza esperienza come sua cugina. E le altre.
«Che ne dite di vederlo al prossimo incontro?»- Taylor mi fa alzare gli occhi al cielo per l'ennesima volta da quando ha messo piede nel mio soggiorno stasera, ma non faccio in tempo a ribattere che Chiappasinistra salta sul divano per sedersi al mio fianco all'improvviso, al che assumo un cipiglio e mi affretto a puntargli l'indice contro:
«Scendi.»-dico tra i denti, avvicinando sempre di più il volto al suo muso largo e attirando l'attenzione degli altri quando premo con l'indice il suo naso per spingerlo indietro, ma in tutta risposta mi guarda dritto negli occhi e ringhia per mettermi paura, mentre Chiappadestra non ci pensa due volte prima di salire alla mia destra e prendere posto sul divano come l'altro pitbull, come se lo facesse apposta per infastidirmi.
Stringo i denti e faccio per sbuffare sonoramente quando capisco di essere circondata dai cani di Matthew, ma vengo distratta da Ian che annuisce alla proposta di Taylor, mentre Tessa di affretta a seguirlo:
«Se sarò circondata da tipi muscolosi.»-alza le spalle con indifferenza, guadagnandosi un'occhiataccia da parte di Ian, a cui decido di non dare importanza, ma quando realizzo di cosa stanno parlando aggrotto la fronte distratta.
Se non sono andati ad assistere al primo match è stato solo colpa mia e del fatto che non ho accettato di andare con loro.
Non voglio più vedere la faccia di quel bastardo in vita mia, anche se abita a meno di dieci metri di distanza dal mio appartamento e sua sorella dorme nella stanza affianco alla mia.
Sospiro pesantemente quando sento gli occhi di Ian puntati di nuovo addosso, come se volesse avere una risposta da parte mia, anche se continuo a non capire perché gli importa così tanto che io vada con loro.
Infondo sono così impaziente che non riuscirei a rimanere in piedi davanti al ring per più di mezz'ora, ma quando un silenzio di tomba inizia a regnare in soggiorno, getto la testa indietro e sbuffo mentalmente, cercando di convincere me stessa che sarà divertente veder spaccare la faccia a quel bastardo del mio capo.
«Verrò...»-farfuglio distratta, facendo alzare la testa di scatto ad Ashley, ma non le do il tempo di sorridere che riprendo a parlare con un tono freddo:
«A fare il tifo per l'avversario.»- concludo soddisfatta, prima che possano entusiasmarsi per la mia decisione.