19) Ti ho mentito

1810 Parole
L'ultima volta che un uomo mi ha toccato in questo modo era ubriaco e voleva farmi del male, ma Matthew è così affamato e dolce allo stesso tempo che non riesco a convincere me stessa che è meglio allontanarsi prima che sia troppo tardi. Non avrei mai immaginato che le sue labbra fossero così morbide, a differenza dei suoi muscoli, che mi fanno sentire così piccola e indifesa tra le sue braccia che ho quasi voglia di farmi abbracciare da lui e accocolarmi nel suo petto, anche se in questo momento la sua lingua spinge così violentemente contro la mia che faccio fatica a seguire il ritmo e mi lascio trascinare da lui in ogni singola mossa. Sospiro pesantemente contro la sua bocca quando porta in un gesto improvviso una mano all'altezza della mia testa, ma sono troppo distratta dal modo in cui la punta della sua lingua accarezza il mio palato per capire cosa ha mente di fare. La mia bocca in confronto con la sua è minuscola, ma mi fa impazzire il modo in cui sospira sulla mia guancia, mentre in un gesto veloce si affretta a liberare i miei capelli dell'elastico che li raccoglieva in una coda alta e stretta, ma non dà il tempo alle mie ciocche morbide di scendere lungo le mie spalle che si affretta a intrufolarvi le dita e stringere i miei capelli con entrambe le mani. Al suo gesto poggio istintivamente le mani sul suo petto, per poi allontanare di nuovo le mie dita come se avessi preso la scossa quando i suoi muscoli si irrigidiscono al mio tocco, ma prima di lasciar cadere le mie braccia lungo i fianchi Matthew si affretta a liberare una mano per raggiungere il mio polso e trascinare di nuovo le mie dita in alto per costringermi ad accarezzare il suo petto largo. Non riesco a trattenermi dal sorridere tra le sue labbra quando capisco che il mio gesto gli piace, quindi mi affretto ad allontanare di nuovo la mano dal suo petto con l'intenzione di raggiungere l'orlo della sua maglia con le dita di entrambi le mani, per poi trascinarmi sempre più in alto sotto la sua maglia, sentendo ogni centimetro dei suoi muscoli contrarsi al mio tocco. «Cazzo.»-lo sento farfugliare tra le mie labbra quando le mie mani raggiungono di nuovo il suo petto sotto la maglia, attraversando una leggera peluria e scivolando sul leggero strato di sudore che rende la sua pelle brillante e irresistibile. Mi lascia spiazzata quando allontana le labbra dalla mia bocca, affrettandosi a togliere la sua maglia per permettermi di ammirare il suo corpo da vicino, ma quando distolgo gli occhi dai suoi per approfittare di guardare il suo petto nudo dopo una giornata di intenso allenamento, rimango paralizzata e non riesco a muovere la mie dita nemmeno di un millimetro sulla sua pelle, ma cerco di non mostrarmi stupita davanti ai suoi occhi e imitare la sua stessa espressione seria e indifferente mentre mi fissa dall'alto. «Tanto so che ti piace.»-sussurra con una voce rauca e sensuale, facendomi assumere il broncio quando mi preparo a ribattere, ma ancora una volta decide di lasciarmi senza fiato e porta una mano all'altezza del mio addome, afferrando la mia felpa in un pugno per trascinarmi al suo corpo mostruoso, senza smettere di intimorirmi con le sue pupille più chiare del solito. «Non voglio vedertela più addosso.»-mi minaccia con un tono freddo dall'alto, stringendo la mia maglia tra le dita per farmi capire che si riferisce alla mia felpa, ma alle sue parole non riesco a fare a meno di assumere un'espressione confusa e perplessa allo stesso tempo. «Avevi detto che sto meglio con la felpa.»-provo a ricordargli, ma anche a fargli capire che è davvero un uomo lunatico e incomprensibile, anche se la mia voce diventa più fievole quando la sua mano libera finisce all'altezza della cerniera dei miei shorts. «Ti ho mentito.»-il mio cuore fa un salto quando realizzo le sue parole, ma appena faccio per sorridere mostrando i denti a pochi millimetri dalla sua bocca, dalle mie labbra esce all'improvviso un gemito involontario quando abbassa la cerniera dei pantaloncini che sfortunatamente ho deciso di indossare stamattina. Arrossisco violentemente quando le mie pupille incrociano di nuovo le sue a pochi centimetri di distanza, ma invece di ritornare a baciarmi per nascondere la mia faccia, rimane apposta lontano per studiare la mia reazione, come se volesse sapere l'effetto che ha su di me. Sento le mie gambe diventare molli e faccio fatica a reggermi in piedi quando lo sento sfiorare il mio monte di Venere delicatamente con il dorso di una mano, mentre l'altra si affretta a stringere in un pugno l'orlo dei miei shorts con l'intenzione di abbassarli lentamente. La sua smorfia è così seria che faccio fatica a distogliere gli occhi dai suoi, ma anche se non riesco a trattenere il rossore in questo momento, cerco di imitare la sua smorfia per mostrargli che sono in grado di non impazzire davanti a un uomo come lui. Affondo le unghie nei suoi muscoli quando inizia ad abbassare i miei pantaloncini lungo il mio fianco, mentre con il pollice va in cerca del mio clitoride, ma ancora una volta porto l'interno della guancia tra i denti e lo stringo con tanta forza per non gemere e non gettare la testa indietro per il piacere, anche se in questo momento sembra che il mio basso ventre sta andando in fiamme. Charlotte! Ritorna alla realtà, dannazione! Quando i miei shorts scendono tanto in basso da scivolare da sé fino a raggiungere il pavimento, cerco di convincere me stessa di scappare dalla palestra in mutande, solo a costo di ritornare a casa prima di arrivare al punto di non riuscire più a fermarmi, ma ogni singola particella della mia pelle in questo momento trema per il desiderio di essere accarezzata dalle sue mani ruvide e protettive. È Matthew, maledizione! Ho davanti a me un bastardo che lavora da meno di un mese in questa palestra, ma è già entrato tra le gambe di tutte le donne che frequentano questo posto! «Charlie...»-sussurra con un tono strozzato e sensuale allo stesso tempo, mentre avvicina di nuovo la testa al mio viso lentamente, ma questa volta le sue labbra non si indirizzano verso le mie: «Ora ti sembro gay, Charlie? »-il calore che esce dalle sue labbra riscalda la mia pelle, mentre la sua bocca risucchia la mia tempia con così tanta delicatezza che affondo di nuovo le dita nei suoi muscoli per reggermi in piedi. Se avessi saputo che gli allenamenti con Matthew sarebbero andati a finire in questo modo, non gli avrei mai chiesto di darmi lezioni senza che nessun altro lo sapesse. Credevo di essere uno straccio per lui in confronto alle altre donne che gli ronzano intorno, ma l'unica spiegazione che riesco a darmi è che si sia drogato al punto di dimenticarsi nemmeno il suo nome, altrimenti non riesco a spiegarmi cosa sia cambiato in lui per stringermi al suo corpo in questo modo. ' Lasciati andare.' Le sue parole echeggiano nella mia testa, mentre una scia umida percorre il mio collo, costringendomi a inarcare la schiena per scontrare il petto con i suoi pettorali mostruosi appena lo sento afferrare la mia pelle tra i denti con così tanta forza che sono sicura di essermi procurata una ferita sulla clavicola. Per un millesimo di secondo mi sembra di trovarmi nelle stesse condizioni di quella sera, quando Paul cercava di violentarmi, ma se quel bastardo ho rischiato di ammazzarlo per allontanarlo dal mio corpo, ora mi sto lasciando stuprare da Matthew come se ogni singola particella del mio corpo gli appartenesse e non riuscissse a ribellarsi alle sue carezze. «Mat...»-un gemito così forte scappa dalle mie labbra che inizia a echeggiare tra le pareti della palestra e mi porta ad arrossire violentemente quando sento la mano del mio capo avanzare tra le mie gambe tremanti, inserendosi al di sotto del tessuto delle mie mutande per entrare a diretto contatto con le mie parti intime, ma il palmo della sua mano è così freddo che mi alzo in punta di piedi, mentre poggio le mani sulle sue spalle per reggermi quando le sue labbra si trascinano più in basso, umidificando la radice del mio petto. «Arrenditi, Charlie.»-ride contro la mia pelle con un tono seducente e invitante allo stesso tempo, mentre le mie guance vanno in fiamme e approfitto del fatto che non mi guarda per gettare la testa indietro e premere le labbra in una linea con forza per evitare di accontentarlo. Spalanco gli occhi quando il suo indice preme contro la mia intimità, facendomi assumere un'espressione infastidita appena una sensazione di bruciore invade il mio basso ventre, quindi porto il labbro inferiore tra i denti e cerco di resistere, lasciandolo toccarmi come solo lui sa fare e senza muovere un dito per liberarmi dalle sue braccia. Il mio petto inizia a muoversi freneticamente , mentre i sospiri di Matthew contro la mia pelle diventano bollenti, ma quando il bruciore aumenta intorno alla mia intimità, una sensazione di paura mi costringe ad aprire la bocca all'improvviso: «Sono vergine!»- esclamo quando la sua presa diventa più forte tra le mie gambe, ma quando le mie parole arrivano alle sue orecchie, si ferma all'istante e ogni singolo muscolo del suo corpo si contrae, facendomi capire che avrei fatto meglio tenere la bocca chiusa. Il sangue smette di scorrere nelle mie vene quando allontana di scatto la mano dalla mia intimità, facendo un passo indietro senza pensarci due volte,mentre una sensazione di freddo mi porta a deglutire rumorosamente, trovando il coraggio di guardarlo solo quando mi volta le spalle all'improvviso, per poi portare una mano tra i capelli frustrato: «Cazzo, Charlotte!»-sobbalzo quando mi accorgo che il suo tono è freddo e infastidito, ma invece di riprenderlo, mi affretto a fare un passo indietro quando si gira di nuovo nella mia direzione. «Non potevi dirlo prima?!»-questa volta alza la voce al punto di costringermi a indietreggiare di nuovo, mentre i suoi occhi vuoti e scuri incrociano i miei, incenerendomi con lo sguardo come non ha mai fatto prima d'ora. Il suo petto inizia a muoversi rapidamente su e giù per la rabbia, mentre i muscoli del suo collo si contraggono così tanto da mostrare la vena gonfia che gli attraversa, ma appena trovo il coraggio di fiatare e ribattere per fargli ricordare che è stato lui a baciarmi, non mi dà il tempo di fiatare che si affretta a voltarmi di nuovo le spalle larghe e allontanarsi a passo felpato, senza smettere di imprecare a bassa voce. Rimango impalata sul posto per un paio di secondi, mentre il cuore sembra voler uscire al mio petto quando realizzo che si sta davvero allontanando da me. Mi sta lasciando mezza nuda al centro di una palestra vuota e fredda...
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