Come l'aquila nella valle arenosa non balza a volo ma parte con rapido passo, corre accompagnando la corsa con un crescente fremito di penne, si separa dalla sua propria ombra salendo con debole erta, alfine si libra su la vastità dell'ali rimontando il filo del vento: prima gli artigli segnano impronte profonde, dopo a grado a grado più lievi, sinché sembrano appena scalfire la sabbia, e l'ultima traccia è invisibile: così la macchina su le sue tre ruote leggère correndo nel fumo azzurrigno, quasi che l'erbe secche della brughiera le ardessero sotto, lasciava la terra. Rapidamente s'inalzò. Alla manovra del timone d'altura beccheggiò fuggendo i mulinelli che sorgevano dal calore del suolo per aggirarla in piccole volute. Affrontò il vento; e aveva l'oscillazione del gabbiano quando rimo

