Capitolo 20

966 Parole

20 Mercoledì 1 agosto Franco e Luca, il giorno seguente Franco era fermo di fronte a una vetrina di scarpe. Immobile e con lo sguardo fisso, proprio come un’iguana. Si era accorto che il cellulare che squillava era proprio il suo dopo troppo tempo. Uscito dal torpore, aveva ricomposto il numero e atteso curioso. «Pronto… Franco, sei tu?» «Luca? Ma ti sei comprato il telefonino?» «Sì, una maledetta fissazione che mi è costata un occhio della testa. In comode rate naturalmente.» «Questo è il futuro vecchio mio. Ma dimmi…» «Senti, Franco, io mi dovrò pure sfogare con qualcuno!» «Che succede?» «Non so tu, ma, credimi, io non ci ho dormito nuovamente tutta la notte. Ho pure aperto l’edicola in ritardo. Sono uno straccio. Dimmi, Franco, sinceramente, che idea ti sei fatto?» Franco si

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