Orlando era profondamente delusa. Durante tutti quegli anni s’era fatta della letteratura (la sua reclusione, il suo rango, il suo sesso le serviranno di scusa) un concetto tutto suo: di qualcosa di impetuoso come il vento, ardente come la fiamma, pronto come la folgore; qualcosa di erratico, incalcolabile, improvviso; ed ecco che la letteratura era un vecchio signore vestito di grigio, che cianciava di duchesse. La violenza della delusione fu tale che un gancio o un bottone che le chiudeva l’abito si staccò di colpo, e dal seno di Orlando piovve sulla tovaglia “La Quercia. Poema”. «Un manoscritto!?» disse Sir Nicholas, inalberando il suo pince-nez d’oro. «Interessante! Molto, molto interessante! Permettete che dia un’occhiatina?» E una volta ancora, a trecento e tanti anni di distanza, N

