Sebas Corriamo ancora. I polmoni mi bruciano. Le gambe sono in fiamme. La bambina corre accanto a me, le sue gambette pompano più veloci che possono, la sua mano sempre stretta nella mia. Abbiamo attraversato tre strade, due piazze, un parcheggio sotterraneo. Non so dove stiamo andando. So solo che dobbiamo mettere più distanza possibile tra noi e quella casa. — Dove andiamo? chiede Erica tra un respiro e l'altro. — Non lo so. Lontano. — Mi fanno male i piedi. — Lo so. Continua. Sbuchiamo in una piazzetta. Palazzi antichi tutt'intorno, alberi, una panchina. E in mezzo, una fontana spenta, piena di rifiuti. Mi fermo, mi accovaccio dietro un cespuglio, la attiro vicino a me. — Prendiamo fiato un minuto. Lei annuisce, troppo senza fiato per parlare. I suoi occhi sono sempre immensi

