Genova tra le gambe

1949 Parole

Genova tra le gambe Francesca Romana Capone Genova che non mi lascia, mia fidanzata. Bagascia. Genova che è tutto dire, sospiro da non finire. Giorgio Caproni, Litania Il dorso lucido del pesce rompe per un momento la superficie oleosa dell’acqua. Difficile pensarla mare, questa distesa verde placata dalla diga, dove le navi dormono pigre alla fonda. Eppure lo sciabordio muove le chiatte e culla la mia tristezza come braccia di madre. Si accendono le luci di Genova sotto un cielo scapigliato dal vento. Non verrai più. Hai affidato alla lingua muta del mare il tuo addio. Non alle voci e ai rumori dei caruggi, che ancora sarebbero consolazione. Ma a questo estremo lembo del Porto Antico, a queste zattere che respirano il fiato quieto del mare. Cosa ti aspetti? Un suicidio gridato

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