— Riceve Sua Eccellenza la duchessa di Cleveland? — Non riceve. — Ma è in casa? — Sì: è rientrata adesso: ma non riceve. — Grazie — e si allontanò. Lei, la duchessa di Cleveland, la dama straniera presso cui Luigi aveva passata la sera, il giorno innanzi, quella che egli aveva seguita partendo da Firenze, quella presso cui stava a Roma da quindici giorni, lei! lei! lei! E quando, riuscito il facile stratagemma per conoscere il nome della dama che egli aveva seguita, fu diventato certezza il dubbio che da dieci minuti scatenava in lui tutte le furie gelose, una tal fiamma di gelosia partì dal suo cuore avvelenato e si dilatò tal fiamma di gelosia per tutte le vene che egli si sentì ardere in ogni fibra da una collera mortale e da una gelosia mortale. Laggiù, nel triste, nel bigio, nel

