Mi sembra sia passata un'eternità da quando Aaron mi ha lasciata qui con Sally ed io sto diventando matta in questo silenzio. La moltitudine dei miei pensieri affolla la mia mente e ciò mi consuma lentamente.
Sbuffo per l'ennesima volta e, ancora, Sally mi ignora.
Qualcuno bussa ed io subito scatto in piedi, non ne posso nemmeno più di stare seduta.
Sally mi guarda con aria di superiorità e poi dice:-Avanti, è aperto.
La porta si apre e non posso credere ai miei occhi, Pax entra nella stanza e Sally si alza rapidamente in piedi quando lo vede, correndo incontro al demone e lasciando cadere il libro a terra.
-Quale onore! A cosa devo la tua visita?- domanda lei con una voce tanto acuta e civettuola quanto fastidiosa.
-Devo portare il mezzo angelo dalla padrona.- risponde il demone ed il sorriso di Sally sparisce dal suo volto in un istante.
Per la prima volta sto davvero apprezzando la freddezza di Pax, vedere l’espressione delusa e seccata di Sally è qualcosa di indescrivibile.
-Sei venuto qui solo per lei?- domanda Sally facendo il broncio ed avvinghiandosi ad un braccio del demone.
Pax, visibilmente schifato, la allontana con una spinta e risponde:-Sì, ora smettila con le tue stupide pagliacciate, non ho tempo da perdere.
Davanti a questa scena una risata sfugge al mio controllo, cosa che attira su di me lo sguardo glaciale di Pax e quello furibondo di Sally. Quest'ultima si avvicina a me inferocita ed alza la mano per tirarmi una sberla, ma prima che possa farlo interviene il moro, il quale le blocca il polso a mezz'aria.
-Non ti azzardare a toccarla, chiaro? Ricordati che, finché la padrona non dirà il contrario, qua dentro lei è di gran lunga più importante di te.- ringhia lui e noto lo sguardo di Sally mutare, ora non vedo più la rabbia, ma terrore e sottomissione.
Annuisce ed indietreggia liberandosi della presa del demone.
-Smettila di sorridere e seguimi.- mi riprende Pax e solo adesso mi rendo conto che ho un sorrisetto stampato sulle labbra. Non penso di aver mai provato piacere per le disgrazie altrui come in questo momento, ma non riesco a sopprimere il fastidio che Sally mi provoca.
Scuoto la testa tornando alla realtà ed obbedisco, correndo fuori da quella orribile stanza e seguendo il demone.
Se mia zia vuole vedermi, significa che ci sono guai in vista. Aaron le avrà sicuramente riferito del mio incontro con Damien e lei vorrà farmi ammettere ogni cosa prima di decidere in che modo punirmi per averle disobbedito, al solo pensiero rabbrividisco.
-Beatrix è tanto furiosa?- domando preoccupata con un filo di voce.
-Non sa nulla. Ho raccontato una bugia a quella stupida umana. Aaron non ha detto nulla a sua madre perché sa che lei ti ucciderebbe subito. Non so per quale assurdo motivo e nemmeno come sia possibile, lui, a modo suo, tiene a te e all’altro mezzo angelo. Quello sciocco è disposto a tutto per “riunire” la famiglia e questo lo rende un’ottima pedina per Beatrix che lo può usare come meglio crede.- mi spiega Pax ed io sospiro sollevata, per quanto volubile ed imprevedibile sia mio cugino, è meno temibile di mia zia.
-Allora perché mi hai fatta uscire?- gli domando perplessa.
-Aaron mi ha raccontato di quello che ha visto nel tuo sogno, cioé dal momento in cui vi ha interrotti.- inizia a spiegarmi lui:-E ha detto che tu e Damien eravate, come dire... in una certa intimità. Anche se tu, per ora, non ti ricordi di lui.
-Stai forse indagando per conto di Aaron?- domando sospettosa.
-No, ti spiegherò meglio appena saremo nella mia stanza, dove nessuno potrà ascoltarci. Perciò adesso chiudi quella maledetta boccaccia.- ribatte lui accelerando il passo e guardandosi intorno con circospezione.
Alle sue parole brusche sbuffo e roteo gli occhi, ma faccio come dice. Questa è un’opportunità da cogliere al volo, stare da sola con lui potrebbe permettermi di ottenere delle utili informazioni e magari anche alcune risposte alle domande che mi stanno tormentando ultimamente.
Dopo alcuni minuti estrae una chiave dalla tasca anteriore dei pantaloni ed apre una porta oltre alla quale intravedo una stanza in cui il demone mi invita ad entrare.
Anche se con titubanza lo supero e, appena siamo dentro, Pax si richiude a chiave la porta alle spalle facendoci piombare nell’oscurità finché non accende alcune candele.
Riesco allora a notare un letto, un armadio ed un'altra porta, niente di più. La stanza per il resto è spoglia e priva di una propria identità.
-Hai forse intenzione di rinchiudermi e torturarmi?- borbotto io.
-Non fare la spiritosa, dobbiamo parlare di una cosa molto importante. Quindi, rispondi alle mie domande con sincerità se non vuoi farmi incazzare.- dice con tono minaccioso.
-E se non volessi? Non mi fido di te, finora sei tu quello che ha mentito e che si è sempre rifiutato di parlare.- ribatto io.
-Tuttavia questa è la tua unica possibilità di uscire viva da qui. Se ti uccidessi e dicessi a Beatrix che l'ho fatto perché tu l'hai tradita vedendoti con Damien, sappiamo entrambi che non avrebbe nulla da ridire. Solo Aaron se la prenderebbe con me, ma perderebbe completamente la fiducia della madre per non averle detto subito la verità. Quindi, ora parli o puoi dire addio a tutto e a tutti e non saprai mai più nulla sui tuoi ricordi.- dice sorridendo in modo inquietante ed io deglutisco a fatica, terrorizzata dal demone che ho davanti.
Appoggio istintivamente la mano sulla mia vita e, sentendo il pugnale ancora attaccato alla cintura, faccio un respiro profondo. In caso di pericolo, potrei almeno provare a fuggire.
-Dunque cosa vuoi sapere?- gli chiedo vedendo che non si decide a parlare.
Resta in silenzio, completamente immerso nelle proprie riflessioni e dopo un’attesa piuttosto straziante, finalmente si decide a parlare:-Cosa ti ricordi di Damien? Intendo prima di quando lo hai incontrato nel tuo sogno.
-Nulla.- rispondo sospirando e poi aggiungo:-Però, quando l'ho visto in sogno, mi è sembrato di conoscerlo molto bene. Riesco a capire i suoi pensieri ed i suoi sentimenti solo osservandolo negli occhi o guardando la sua espressione ed i suoi movimenti, è come un libro aperto per me. Io... quando me lo sono trovata davanti ho provato una moltitudine di emozione che non avrei dovuto provare per un estraneo e che non mi riesco a spiegare.
-Infatti lui non è un estraneo, lo conosci.- sospira Pax.
-E quando l'ho conosciuto? In che genere di rapporti eravamo?- gli domando mentre sento che il cuore potrebbe uscirmi dal petto da un momento all'altro.
Voglio sapere chi è Damien, voglio ottenere quante più informazioni possibili ora che ne ho la possibilità.
-Non ne ho idea.- risponde scuotendo la testa e tutte le mie mie speranze si sgretolano in un istante.
-Io non ti conoscevo prima che tu arrivassi qui, infatti mi ha stupito che sapessi il mio vero nome e che conoscessi Alissa.- mi spiega lui, poi aggiunge:-Forse è stato Damien ad accennarti qualcosa su di lei e su di me e inconsciamente te ne sei ricordata.
-Chi è Alissa?- gli domando allora cercando di mascherare la delusione, speravo veramente che potesse dirmi qualcosa di più sul conto di Damien.
Mi osserva in silenzio e, dopo alcuni attimi di silenzio, risponde:-Ero lo zio di Alissa, era mia nipote.
-Era? È morta?- domando con un filo di voce.
-Non lo so. È scomparsa, ma ho buone ragioni per credere che... la tengano prigioniera qui. La sto cercando.- mi risponde scrutandomi attentamente per capire cosa mi stia passando per la testa, ma in realtà nemmeno io lo so. So di aver già sentito questo nome, di conoscere questa Alissa, eppure non riesco a ricordare.
-Quindi è per questo che sei qui con un nome falso.- constato io.
Lui annuisce ed aggiunge:-Beatrix manda i suoi sottoposti alla ricerca di angeli e demoni e fa imprigionare le loro anime dentro alcuni oggetti. Obbliga le anime a prestare giuramento a lei e alla sua causa e poi fa impossessare alle anime i corpi di altri angeli e demoni. Vuole creare degli ibridi artificiali: corpo da demone, anima da angelo; corpo da angelo, anima da demone. Un miscuglio che crea guerrieri molto potenti e pericolosi.
-E tu pensi che anche tua nipote sia stata intrappolata e costretta a prestare giuramento?- gli domando.
-Non lo so, può essere, ma in questo caso non potrei riportarla indietro in nessun modo perché sarebbe solo un'anima senza un corpo, destinata a raggiungere la morte appena liberata dalla sua prigionia. Spero invece che il suo corpo sia sotto il controllo di un angelo, in questo modo basterebbe scacciare l’anima di chi la controlla per liberarla.- sospira lui.
-Oh...
-Tu non sei fedele alla causa di Beatrix, vero?- mi domanda abbozzando un sorriso amaro.
-No, per nulla. Vuole distruggere il Paradiso e gli Inferi, così non farebbe altro che un enorme spargimento di sangue. Dice che è qualcosa di inevitabile, che lei ha fatto di tutto pur di non arrivare a questo punto ma che è stata costretta a ricorrere alla violenza a causa dei continui attacchi da parte di angeli e demoni, ma ora so di non poterle più credere.- rispondo io scuotendo la testa.
-Però non fai nulla per impedire a Beatrix di raggiungere i propri obiettivi.- commenta Pax con stizza.
-Non saprei che cosa fare. Parlarle significa firmare la propria condanna a morte ed io non ho la forza per oppormi a lei. E non sono nemmeno certa di volerlo davvero fare, lei ed Aaron sono l'unica famiglia che mi rimane.- sussurro serrando i pugni lungo i fianchi.
-Puoi fartene un'altra. La famiglia non è detto che sia composta solo da persone dello stesso sangue. Ricordati che i membri di una famiglia sono uniti da un forte e solido legame affettivo e, vedendola da questa prospettiva, tua zia è quella meno adatta ad essere considerata di famiglia, penso che anche tu te ne sia resa conto che non è in grado di voler bene a nessuno, nemmeno al suo stesso figlio.- evidenzia il demone ed io sospiro affranta.
-Ammetto che non hai tutti i torti, ma sono legata ad un pugnale e... non posso allontanarmi da mia zia se non voglio morire. Ed io, almeno per ora, voglio continuare a vivere.- confesso con un filo di voce.
-Il pugnale che ti ha donato Aaron, exitium.
-Il patto non può essere sciolto, a meno che io non muoia.- gli spiego tenendo lo sguardo fisso sul pavimento.
-Beatrix si è fatta sfuggire una cosa, non molto tempo fa. Il patto può essere sciolto anche in un altro modo, deve essere lei a donarti la liberta nello stesso modo in cui te l'ha tolta.- mi rivela Pax ed io alzo la testa di scatto.
-Lei... a me non lo ha mai detto.
-Perché non si fida di te.- risponde ancora lui.
-Cosa? Allora perché mi tiene qua con sé?
-Non si fida mai di nessuno ciecamente, nemmeno del figlio.
-Sai il motivo?
Scuote la testa e tra noi cala il silenzio, finché Pax sbuffa pesantemente e dice:-Ho bisogno del tuo aiuto.
-Per cosa?
-Sei l'unica ad essere riuscita a stabilire un contatto con il mondo esterno. Ho bisogno che tu lo faccia ancora, devo... devo comunicare delle informazioni.- mi spiega lui vago.
-Scommetto che queste informazioni di cui parli riguardano i loro piani.
-Incredibile, allora non sei così stupida come sembri!- esclama sarcastico il demone facendomi sbuffare e roteare gli occhi al cielo.
-Sei sempre così affabile?- replico inacidita per poi aggiungere:-Comunque sia, non ho intenzione di collaborare con te, non ho la certezza che tu non mi stia tendendo una trappola.
-Ma andiamo! Da quando voi angioletti siete così diffidenti? Di solito siete dei creduloni. Comunque, sono stati proprio loro a rubare i ricordi a te e ad Alexander, anche se questo già lo sospettavi. Ora vuoi dirmi che hai ancora intenzione di non fare niente? Di obbedire a capo chino e rinunciare a ciò che ti è stato portato via?
Il mio respiro si blocca e il mio cuore perde un battito. Quindi avevo ragione, i miei sospetti non erano poi così infondati...
Ma posso davvero fidarmi delle parole di questo demone? Non devo dimenticare che quelli come lui sono degli eccellenti manipolatori, magari vuole solo approfittare dei miei dubbi e della mia confusione per farmi abbassare la guardia e per sfruttarmi come più gli aggrada.
Non posso più continuare a credere ciecamente ad ogni cosa che mi viene detta.
-Non mi fido delle tue parole, voglio delle prove concrete. Dimostrami che non stai mentendo.- rispondo risoluta.
-Perfetto, nessun problema. Puoi vederle tu stesse le prove. Basta che usi i tuoi poteri, quelli che Beatrix cerca di tenerti nascosti, per intrufolarti nei ricordi di tuo cugino Aaron. Una volta che avrai fatto ciò, potrai vedere il momento in cui ti portano via parte delle memorie che tanto cerchi o potrai vedere anche quanto accaduto quando ti hanno portata via dai tuoi amici. Scegli tu, suppongo che anche uno solo dei due sia una motivazione sufficiente da spingerti ad accettare di collaborare con me.- replica Pax con sicurezza.
-Io... posso guardare nei ricordi degli altri?- domando incredula ed all'improvviso mi torna in mente il primo sogno in cui ho visto Damien. Il demone era distrutto e disperato, ferito ed arrabbiato, totalmente fuori controllo e preda di una furia distruttiva, quello però non era un sogno, ma un suo ricordo. Un ricordo che io, senza volere, sono riuscita a guardare.
-Però... non so come fare, non pensavo nemmeno di esserne in grado.- mi lamento io prendendomi la testa tra le mani.
-L'unico consiglio che posso darti è: concentrati. Non so bene come funzionino i tuoi poteri, li ho visti usare solo a Beatrix. Ed è stata lei a dirmi che anche tu li hai, che li hai ereditati da tuo padre.- replica lui:-Dovrebbe venirti naturale usarli, come quando sei riuscita a comunicare con Damien mentre dormivi, a portarlo all’interno del tuo sogno.
-E, volendo, una volta che sarai entrata nei ricordi di Aaron, potrai vedere come lui stesso ti ha strappato con la forza dalla tua vita. O di come ha strappato Alexander dalla sua vita. Aaron e Beatrix hanno distrutto tutto, anche voi. Per non farvi ribellare e per tenervi mansueti hanno dunque deciso di cancellare i vostri ricordi.- continua a spiegarmi Pax mentre io sento il mio cuore stretto da una morsa sempre più ferrea.
-Perché allora ci hanno portati qui? Hanno detto che volevano riunire la famiglia e che volevano tenerci al sicuro!- sbotto io disorientata.
-È una bugia. Loro vi hanno portato qui perché sia tu sia Alexander avete i poteri necessari per neutralizzare Beatrix. Lei vi vede come delle minacce e le minacce è sempre meglio averle dalla propria parte. Meno nemici pericolosi tua zia ha da affrontare, più facile le sarà raggiungere i propri obiettivi. Tuttavia, appena avrà anche solo il sospetto che voi siate vicini a scoprire la verità, vi eliminerà. Se non potrà sfruttarvi a loro vantaggio, diventerete solo degli inutili ostacoli.- mi risponde Pax.
Mi inginocchio a terra ed affondo il viso nelle mie gambe mentre con le mani mi tappo le orecchie. Sospettavo già che mia zia ed Aaron mi nascondessero qualcosa, ma non pensavo fino a questo punto! Finora ho vissuto da prigioniera senza nemmeno rendermene conto, sono stata ingannata solo per essere sfruttata, alla fine io ed Alexander non siamo altro che due pedine di cui disfarsi una volta che non saranno più utili.
Basta.
Non voglio più sapere altro. Non voglio più ascoltare questo demone.
-Tu menti! Sei solo un bugiardo!- esclamo io con le lacrime agli occhi. sapevo già che mia zia è fredda e distaccata nei confronti del prossimo, ma può davvero spingersi a tanto?
-No, e lo sai bene anche tu. Altrimenti non mi avresti ascoltato fino a questo momento e tuttora non rimarresti qui.- risponde lui:-Se non vuoi usare i tuoi poteri sul tuo amato cuginetto, ti permetto di dare un’occhiata ai miei ricordi.
Mi alzo da terra e corro verso la porta, iniziando a prenderla a batterci contro con i palmi delle mani.
-Fammi uscire, non voglio più stare qui! Non voglio più ascoltarti! Lasciami andare!- esclamo fuori di me, il respiro irregolare e gli occhi lucidi. Troppe informazioni e troppi dubbi, ho bisogno di schiarirmi le idee e di capire quanto di quello che il demone mi ha rivelato sia vero.
Lui si avvicina a me ed inserisce la chiave nella toppa, la gira e, appena la porta si apre, io esco correndo, nessuna meta in mente, so solo che voglio allontanarmi il più possibile da Pax.
Di chi posso realmente fidarmi? L’unico che finora non mi ha mai mentito è stato Alexander, ma io e lui siamo sulla stessa barca e purtroppo non ne sa molto più di me.
Mentre corro vado a sbattere contro qualcuno e cado a terra, alzando la testa per vedere contro chi ho urtato e, quando me ne rendo conto, smetto di respirare.
Aaron.
Mio cugino è davanti a me e mi guarda con la fronte aggrottata e le braccia incrociate al petto.
-Che cos’hai? Sembri turbata.- mi domanda inginocchiandosi vicino a me e guardandomi negli occhi.
Io giro la testa per interrompere il contatto visivo e lui in risposta mi prende il viso tra le mani, portandolo davanti al suo e costringendomi a puntare gli occhi nei suoi.
Asciuga le lacrime che sono sfuggite al mio controllo e poi sospira.
-Per quello che è successo questa notte... Non fa nulla, ho esagerato. Ma non devi mai più rivedere quel demone, va bene? È pericoloso, hai capito?- dice lui con tono gentile:-Ho reagito a quel modo solo perché mi preoccupo per te e non voglio che ti succeda nulla. Quindi, per favore, dammi retta e non richiamare mai più quel demone nel tuo sogno.
È un bugiardo. Un grandissimo bugiardo.
Dice che Damien è pericoloso, ed in effetti è vero, ma non per me, bensì per lui e Beatrix, perché lui potrebbe smascherare tutte le bugie che mi hanno detto.
Resto in silenzio ed abbasso lo sguardo, so che se rispondessi ora mi tradirei.
-Vieni... ti porto in camera tua. Hai dormito poco, sarai stanca. Per oggi, direi che gli allenamenti saltano.- mi dice mentre mi aiuta ad alzarmi.
Dopo alcuni minuti in cui abbiamo camminato in silenzio, siamo finalmente dentro la mia stanza.
-Perché non eri con Sally? Dimmi la verità.- dice dopo aver chiuso la porta.
Scommetto che Sally gli ha detto che Pax è venuto a prendermi, quindi mentirgli ora sarebbe come scavarsi la fossa da soli.
-Io... non volevo stare con quella. Non mi piace.- rispondo sussurrando:-E quando è arrivato Andrej, ne ho approfittato per andarmene...
-Quindi ti aggrada la compagna di Andrej? Volevi stare con lui? Ti sta più simpatico?- mi domanda innervosito.
-Lui ha notato che non volevo stare lì ed allora ha deciso di darmi una mano ad uscire. Non aveva di meglio da fare.- mento io sperando che non si insospettisca:-Anche se nemmeno lui è uno di gran compagnia, sempre meglio lui di Sally.
Mi studia in silenzio per diversi istanti e poi alla fine sospira:-Va bene. Finché stai con lui, va bene.
Senza dire altro esce dalla stanza lasciandomi sola ed io mi trascino allora verso il letto e mi rannicchio sotto le coperte.
Se tutto quello che mi ha detto Pax fosse vero... Cosa dovrei fare d’ora in avanti?
-Astrid? Sei sveglia? Cuginetta?- mi domanda Alexander sedendosi con poca grazia sul letto su cui io sono stesa.
-Sì...- sussurro con voce flebile. Siamo immersi nel buio e per me questa è una fortuna considerando il probabile aspetto terrificante che ho. Gli occhi rossi e gonfi per il pianto ed uno sguardo vuoto e perso. La pelle sicuramente più pallida del solito e due occhiaie che solcano il mio viso a causa del mancato sonno.
Mi sento debole e priva di ogni energia.
-Dimmi che cosa ti è successo e poi usciamo da qui. È da due giorni che non ti alzi da questo letto, non va bene. Hai bisogno di uscire un po' all'aria aperta, di stare sotto il sole in mezzo all'erba fresca e di respirare dell'aria pulita.- dice accarezzandomi dolcemente una spalla.
Io sospiro per l’ennesima volta e mi metto a sedere affondando le mani tra i capelli e scompigliandoli più di quanto già non siano.
-Non devi assolutamente dire nulla ad Aaron.- lo intimo io, seria come non mai.
-Certo, dimmi tutto.- risponde lui e, dopo qualche attimo di silenzio, racconto a mio cugino quanto è successo da quando ho sognato Damien fino a quando Aaron non mi ha riportato in camera mia, dopo che sono scappata via da Pax.
-No, non è possibile...- sussurra infine Alexander, visibilmente sconvolto:-Sei sicura di quello che dici?
Nel buio cerco la sua spalla e, una volta trovata, vi poggio sopra la mia mano per rassicurarlo, anche se io stessa ne avrei bisogno.
-Forse è Pax che ci ha mentito e non nostra zia e nostro cugino, o comunque quello che ci stanno tenendo nascosto è qualcosa di... più innocuo.- dice Alexander come se volesse autoconvincersi del fatto che sia Pax a mentirci. Purtroppo, qualcosa dentro di me mi dice che Alexander sbaglia e che il demone mi ha detto la verità.
-Dobbiamo indagare, dobbiamo andare in fondo a questa storia e capirci di più. Per ora, non fidiamoci né di Aaron e Beatrix, né di Pax. Va bene?- propongo io:-Abbiamo prima bisogno di prove.
-Va bene.- mormora lui, poi aggiunge:-Hai intenzione di metterti ancora in contatto con questo Damien? Cosa vuoi fare?
-Non lo so. Potrebbe essere pericoloso farlo, se Aaron se ne è accorto l’ultima volta, potrebbe farlo di nuovo e non penso che me la farebbe passare liscia. Forse è troppo pericoloso mettermi in contatto con lui...
-Scusa.- dice poi mio cugino con tono affranto.
-E per cosa?- gli domando confusa.
-C’è qualcosa che non ti ho detto...- risponde incerto.
-E cosa?- gli domando stupita mentre l’ansia inizia a prendere il sopravvento su di me.
Non è possibile che anche Alexander mi abbia mentito, non anche lui che è l’unica persona rimasta qui dentro di cui mi fidi.
-Ultimamente... ho iniziato a sentire strane voci nella mia testa, una volta ho sentito anche la tua voce... E ti giuro che mi sembravano i tuoi pensieri.- mi spiega con un filo di voce.
Alla sua confessione sospiro sollevata, per un attimo ho temuto davvero che stesse per confessarmi chissà quale enorme bugia con cui mi aveva ingannata.
-Io ho ereditato alcuni poteri da mio padre e credo che anche tu da tua madre. Forse puoi ascoltare i pensieri altrui come fa Beatrix. A quanto pare io posso sbirciare nei ricordi altrui...- provo a supporre io.
Dopo alcuni secondi di silenzio Alexander esclama:-Tu puoi guardare nei ricordi! Puoi cercare i miei ricordi, quelli che ho perso, guardarli e dirmi cosa non ricordo! Anche se Beatrix me li avesse realmente tolti, delle tracce devono pur essere rimaste!
Devo ammettere che la sua idea mi attira, ma non credo di esserne in grado. Insomma, già non so guardare i ricordi 'normali', figuriamoci quelli che sono stati perduti!
-Alexander, io... non credo di esserne capace. Insomma, Beatrix non... non mi ha insegnato nulla, non so usare i miei poteri a comando.- protesto io.
Tra noi cala nuovamente il silenzio mentre entrambi siamo immersi nei rispettivi pensieri.
Come facciamo ad indagare su Beatrix e Aaron? A chi possiamo chiedere di aiutarci? Sono tutti fedeli a loro e nessuno ha mai accettato il mio arrivo e nemmeno quello di Alexander. Nessuno qui, ci aiuterà a trovare le risposte che cerchiamo. E anche se trovassimo qualcuno, non potremmo fidarci completamente, come con Pax. Devo riuscire in qualche modo a capire come usare i miei poteri e provare a sbirciare tra i ricordi di Aaron, in questo modo dovrei riuscire ad avere un quadro completo della situazione, ma dove mai potrei trovare un angelo disposto ad insegnarmi come fare?
-Temo che l’unica sia fare affidamento su Pax, finora è stato quello più... sincero. Tentare non nuoce, no? Dobbiamo solo prestare molta attenzione.- propone mio cugino.
-No! No, no e poi no! Non mi fido di lui!- mi oppongo subito io.
-Lui conosce Damien, no? Potrebbe aiutarti a capire chi è realmente per te.- insiste lui colpendomi nel mio punto debole:-Senza contare che sembra sapere parecchie cose.
Damien.
Sì, voglio sapere chi è. E purtroppo Pax è l'unico che può aiutarmi.
-D'accordo, ma andrò io da Pax. Da sola.- mi arrendo alla fine sospirando pesantemente.
-Cosa? No! Perché?- sbotta lui sorpreso.
-Perché tu dovrai occuparti di Aaron. Dovrai assicurarti che non mi venga a cercare mentre sono da Pax.- gli spiego io. In realtà, temo anche che possa finire nei guai e io non voglio. L'idea è stata mia, sono io che all'inizio ho convinto mio cugino ad indagare e se dovesse succedergli qualcosa non me lo perdonerei mai.
All'improvviso, però, mi ricordo di Sally.
Anche lei ha detto di conoscere Damien, forse potrebbe darmi alcune informazioni importanti. Tuttavia anche con lei devo essere cauta, non le devo far capire le mie reali intenzioni. Del resto ha già detto abbastanza chiaramente di non sopportarmi e, se mi scoprisse, sono piuttosto certa che andrebbe a rivelare tutto ad Aaron e con immenso piacere.
-Astrid, ora vado. Tu, mi raccomando, fai attenzione a come ti muovi e a quello che dici, non vorrei che ti capitasse qualcosa.- dice mio cugino interrompendo il filo dei miei pensieri:-Assumendo che quanto abbiamo scoperto finora sia vero, allora ci troviamo in un bel campo minato e dobbiamo fare di tutto pur di uscirne interi.
Io annuisco e lui, dopo avermi abbracciata, se ne va.
-Che cosa vuoi?- mi domanda stizzita Sally appena apre la porta e mi vede.
Ormai penso che dire che mi odi sia riduttivo, ma se devo essere sincera nemmeno a me lei piace molto.
-Ciao, è un piacere anche per me rivederti.- rispondo inacidita.
Sbuffa e si prepara a sbattermi la porta in faccia, ma io, prontamente, inserisco in mezzo un piede, impedendole di chiudermi fuori.
I miei occhi si inumidiscono, ma mi trattengo dall'urlare. Non è come nei film, quando blocchi con un piede una porta che sta per sbattere violentemente, provi molto dolore.
Sally inarca un sopracciglio e mi guarda con aria di superiorità.
-Gradirei parlarti.- ringhio a denti stretti per evitare di strozzarla. Continua a spingere la porta con forza per chiuderla e ciò arreca ancora più dolore al mio povero piede.
La odio. Tuttavia, parlare con lei mi alletta più che affrontare Pax, perciò preferisco correre il rischio e chiedere a lei di Damien piuttosto che tornare dal demone.
-E di cosa?- mi domanda con malcelato interesse.
-Del più e del meno, ora smettila di schiacciarmi il piede e fammi entrare!- ribatto inviperita.
Adesso la prendo a sberle. Lo giuro. Non sono mai stata una violenta, ma lei mi sta facendo davvero ribollire il sangue in questo momento.
-Non mi interessa.- replica annoiata tirando un calcio al mio piede facendo così spostare esso dalla soglia per poi sbattere la porta.
-Volevo parlare di Damien!- sbotto in un impeto di nervosismo e subito mi tappo la bocca.
Dannazione! Sono consapevole che già parlarne con lei è un rischio perché potrebbe correre da Aaron a riferirgli tutto, ma se pure io mi metto a strillare ai quattro venti non miglioro di certo la situazione.
Incredibilmente la porta si riapre ed una Sally piuttosto sorpresa ed incuriosita compare nella mia visuale.
-Specifica.- mi ordina lei riducendo i suoi occhi azzurri in due piccole fessure luminose.
-Prima fammi entrare.- ribatto io. Non mi metterò a parlare di Damien in mezzo a un corridoio dove posso essere sentita da chiunque, già ho rischiato grosso poco fa urlando il suo nome, vorrei evitare di commettere lo stesso errore.
-No.- risponde Sally irremovibile.
Sospiro e mi guardo intorno, circospetta.
Alla fine, non percependo la presenza di nessuno al di fuori di noi, le dico con un filo di voce:-Ho bisogno di sapere tutto quello che sai su di lui e vorrei evitare di avere spettatori indesiderati. Per favore.
Lei sogghigna divertita:-Va bene, entra.
Stupita dal suo invito, varco la soglia ed entro nella stanza di questa vipera da cui fino a non molto tempo fa volevo scappare.
Spero di non dovermi mai pentire di questa mia decisione. Anche se ho un pessimo presentimento al riguardo.