È passata circa una settimana da quando ho visto Damien nel mio sogno, da quando mi ha detto che mi ama. Onestamente, ho perso la cognizione del tempo e non sono nemmeno sicura degli effettivi giorni trascorsi, purtroppo non posso vederlo quando voglio, più volte mi metto in contatto con lui e più rischio di venire scoperta. Stare chiusa in questo luogo senza vedere nemmeno un raggio di sole mi impedisce di tenere conto dell'alternarsi della notte e del giorno.
Io e mio cugino Alexander ci stiamo impegnando a comportarci come sempre, ma i ricordi continuano a riaffiorare sempre più prepotentemente e ci è sempre più difficoltoso fingere che vada tutto bene con Aaron e Beatrix.
Anche se a fatica, alla fine sono riuscita ad usare i miei poteri su Alexander e finalmente anche lui ha iniziato a ricordarsi dei giorni precedenti al suo arrivo qui. A quanto pare, serviva solo un innesco per annullare qualunque cosa ci abbia fatto nostra zia e ricordarci tutto.
Pax lo vedo ogni tanto e mi dà preziosi consigli su come migliorare e, soprattutto, ha deciso che per me è giunto il momento di imparare ad estrarre le ali, come tutti coloro che posseggono nelle proprie vene il sangue di un angelo dovrebbero fare. Perciò ha detto che appena potremo, usciremo all’esterno e lui mi aiuterà come può, anche se è un demone. E quando avrò capito come fare, dovrò aiutare Alexander.
Il demone ha infatti detto che sarà più facile per me, che ho imparato di più ad usare e controllare i miei poteri, tutto per merito degli allenamenti fatti con Gionata e con Damien.
Aaron, purtroppo, continua a dare sia a me che ad Alexander il sangue. Noi lo beviamo, anche perché Pax ci ha suggerito di assecondarlo per evitare di insospettirlo, inoltre così facendo dovremmo riuscire anche a rafforzarci. Sempre sotto suggerimento del demone, evitiamo di bere tutto quello che ci porta Aaron, ne consumiamo solo una piccola parte ed il resto lo gettiamo via per evitare di diventarne dipendenti.
Mi capita ancora di andare in confusione quando mi guardo riflessa nello specchio e vedo i miei occhi scarlatti ed i miei canini affilati spuntare dalla bocca. Pax mi ha detto che, quando avrò estratto le ali, non dovrei più mostrare questi mutamenti nell'aspetto, poiché il mio lato angelico dovrebbe riuscire a prevalere.
Gradualmente io ed Alexander abbiamo imparato a fidarci di Pax, quindi facciamo molto affidamento sulle sue parole. Del resto finora lui è stato l’unico a dimostrarsi sincero con noi. E, anche se a modo suo, lui ha iniziato a preoccuparsi della nostra incolumità ed è diventato anche più gentile nei nostri confronti.
Sono di nuovo dentro il mio sogno, in mezzo al prato verde, e come sempre è notte, ma questa volta il cielo è coperto dalle nubi, non permettendo così alle stelle e alla luna di illuminare il paesaggio che mi circonda.
Mi guardo intorno, incerta e spaesata, non ho l’ottima vista dei demoni e tutta questa oscurità mi intimorisce.
Perché ora mi trovo qui? Non è ancora il momento di mettersi di nuovo in contatto con Damien o con Shawn, Pax non mi ha ancora dato tutte le informazioni che devo passare a loro. Devo svegliarmi al più presto, restare qui significa solo rischiare di farmi scoprire da mia zia e non posso ancora permettermelo.
Davanti a me, nel buio, iniziano a luccicare due occhi scarlatti ed io inizio a indietreggiare, ma una voce familiare mi blocca:-Che cosa combini? Dimitri, fai il serio!
Chi è? Perché mi sembra di aver già sentito questa voce?
Dall'oscurità una sagoma prende forma: capelli lunghi e bianchi, pelle chiara, occhi scarlatti, media statura, sguardo infuriato... Mi è familiare, molto familiare.
-Dimitri, dannazione! Ma che fai?- sbotta ancora la demone ed inizia a venire verso di me a passo veloce, dire che è furiosa è un eufemismo e qualcosa mi suggerisce che potrebbe linciare chiunque le si pari davanti. Mi metto sulla difensiva, pronta a reagire nel caso se la prenda con me, ma incredibilmente non mi viene addosso, non mi sfiora nemmeno, mi passa solo attraverso.
Mi volto con il fiato mozzato e con il cuore a mille e, dietro di me, vedo un altro demone. Occhi rossi come il sangue, capelli neri, dalla statura imponente ed il fisico massiccio. Anche lui mi è familiare e mi incute decisamente più timore della demone.
Mi guardo intorno, ma la demone di prima è sparita, come se si fosse volatilizzata nel nulla. Cosa diamine sta accadendo?
-Scarlett, non fare la disobbediente. Ti ho detto che devi restare qui e qui resterai. Chiaro?- dice con tono autoritario il demone iniziando a camminare verso di me e passandomi anche lui attraverso per poi sparire nel nulla, proprio come la demone di prima.
Io, sempre più spaventata ed inquieta, inizio a guardarmi intorno finché alla mia destra non scorgo un'altra demone ancora. Capelli lunghi e bianchi, occhi scarlatti, bassa e piuttosto giovane. Sembra una versione più giovane della demone che ho visto poco fa.
-Fratellone!- dice la piccola demone:-Mi insegni a seguire le tracce? Voglio fare una sorpresa a papà!
La giovane inizia a correre verso di me ridendo allegramente, come una bambina, e quando mi raggiunge, anche lei mi passa attraverso come se fosse incorporea.
Chi sono questi demoni? Perché mi sembrano così maledettamente familiari? E per quale ragione non mi vedono o percepiscono? Se li avessi chiamati accidentalmente portandoli nel mio sogno, dovrebbero essere in grado di vedermi e sentirmi, eppure sembra quasi che io per loro non esista.
Mi volto di scatto avvertendo una presenza alle mie spalle e mi ritrovo faccia a faccia con Damien.
-Cosa sta succedendo? Chi erano i tre di prima? Perché sono spariti nel nulla?- gli domando agitata mentre cerco continuo a cercare con lo sguardo le tre figure di poco fa.
Il demone resta in silenzio fissando il vuoto, come se non mi avesse sentita.
Osservandolo bene, mi accorgo delle somiglianze con le due demoni di prima, i capelli e la carnagione, e... anche con il demone, il fisico ed i lineamenti duri e marcati del viso...
D'un tratto, i tre demoni che sono scomparsi poco fa, appaiono dal nulla al fianco di Damien. La piccola si aggrappa al braccio di Damien, stringendolo forte. Gli altri due demoni sono invece abbracciati e si guardano sorridendo, nei loro occhi vedo una scintilla che luccica, vedo l'amore che provano l'uno per l'altro.
Osservandoli ora, tutti insieme, realizzo che questa è la famiglia di Damien.
Ecco perché mi sembravano così familiari, io in passato ho già avuto a che fare con loro, li ho già incontrati.
-Scarlett...- sussurro avvicinandomi alla piccola demone e, appena sto per sfiorarla, questa sparisce nell'oscurità.
Sobbalzo, colta di sorpresa, ed appena sposto gli occhi su Damien, anche lui svanisce. Allora titubante mi avvicino ai due demoni abbracciati.
-Dimitri... Alissa...- e subito vedo l’oscurità avvolgere i loro corpi finché non spariscono.
Io indietreggio e cado a terra, guardando con gli occhi sgranati il punto in cui i quattro demoni sono scomparsi.
Ora ricordo... Ricordo ogni cosa! E soprattutto Alissa e ciò che mi ha mostrato! Lei è la madre di Damien e colei che Pax sta cercando disperatamente!
Devo parlargli, devo dirgli cos'è successo a sua nipote! Lui nutre ancora la speranza di ritrovarla.
Appena apro gli occhi e mi ritrovo in camera mia, mi alzo in uno scatto dal letto. Mi vesto rapidamente indossando i primi vestiti che mi capitano tra le mani, mi metto le scarpe e corro fuori dalla mia stanza. Corro lungo i corridoi semi illuminati dalle torce, verso la stanza di Pax.
Non troverà mai Alissa, non importa quanto si impegni nelle ricerche, ed io lo devo informare. Non so come potrà reagire alla notizia, ma devo dirglielo.
Appena giungo davanti alla porta del demone mi fermo. Ho il respiro affannato ed il cuore che batte a mille per la corsa.
Inizio a bussare ininterrottamente, impaziente che mi apra.
La porta viene spalancata improvvisamente ed io non riesco a fermare in tempo la mano, che stava pero colpire il legno della porta ma che invece va a sbattere contro il petto nudo di Pax. Il demone, infatti, indossa solo un paio di pantaloni della tuta.
-Cosa vuoi a quest'ora, ragazzina?- mi domanda serrando la mascella, furioso.
Allontano con uno scatto la mano dal suo petto muscoloso e scolpito arrossendo per l'imbarazzo.
-Ho recuperato tutti i ricordi. Tutti!- dico tutto d'un fiato.
-Buon per te. C'è altro? Perché altrimenti, potevi anche risparmiarti di venire qui a disturbarmi! Non mi interessa nulla dei tuoi ricordi.- ringhia stringendo con la mano il bordo della porta.
-Mi sono ricordata di Alissa!- esclamo con urgenza, sperando che capisca.
Lui si immobilizza, guardandomi stupito. Ora ho decisamente attirato la sua attenzione.
Io sbuffo e mi faccio largo, entrando prepotentemente nella stanza mentre il demone richiude la porta.
C'è una candela accesa sul comodino del letto ma per il resto la stanza è buia. Il letto è sfatto e questo mi fa dedurre che probabilmente l'ho svegliato, anche se era abbastanza ovvio da come mi ha aperto la porta e da come mi ha risposto.
-Cosa sai di Alissa? Te ne ha parlato Damien?- mi domanda guardandomi negli occhi.
-No, tutto quello che so, è stata lei stessa a dirmelo.- rispondo io e lui, sentendo le mie parole, sussulta sorpreso.
-L'hai incontrata?- mi domanda con un filo di voce.
-Non proprio.- sospiro io e gli racconto tutto quello che è successo con Alissa, dalla collana che ho trovato nel baule nella cantina di Sally a quando mi sono separata da lei agli Inferi, senza trascurare alcun dettaglio.
Quando arrivo alla fine, lui sospira:-Ormai me lo aspettavo che non l'avrei rivista mai più, ma non volevo crederci, speravo ancora di poterla riportare a casa in qualche modo.
-Mi spiace di avertelo detto così e a quest'ora, ma volevo che tu sapessi la verità appena me la sono ricordata.
Lui si avvicina all'unica candela accesa che si sta consumando e ne accende un'altra, aumentando così l'illuminazione nella stanza e permettendomi così di notare che ha una lunga cicatrice sul torace ed un'altra sulla spalla.
-Ehm... potresti gentilmente metterti, che so, una maglietta?- gli domando lievemente in imbarazzo ed in risosta lui mi guarda glaciale e si infila una maglia nera con le maniche lunghe.
-Spero che così, Dimitri abbia trovato un po' di pace.- sospira Pax sedendosi sul bordo del letto.
-Non lo so... Mi è sembrato piuttosto furioso, per la precisione con me.- borbotto con un filo di voce.
Sorride malinconico e scuote la testa:-È sempre stato un po' scontroso. E poi, anche se ora sappiamo con certezza che non sono stati gli angeli ad ucciderla, il suo odio per loro non scomparirà da un giorno all’altro.
-Grazie.- continua Pax serio ed è la prima volta che mi parla così pacatamente.
Mi siedo accanto a lui ed appoggio la testa sulla sua spalla:-So cosa si prova a perdere qualcuno a cui si vuole bene e so che mi manderai via a calci per le quello che sto per dire, ma, se hai bisogno, io sono disposta ad aiutarti, sono brava ad ascoltare. Siamo sulla stessa barca, dobbiamo aiutarci a vicenda.
Mi preparo ad essere scacciata in malo modo ma, contro ogni logica, lo sento ridacchiare:-Se avrò bisogno, sarai la prima a cui mi rivolgerò. Sai, credo di averti sottovalutata, non sei poi così male per avere sangue angelico nelle tue vene.
Sorrido soddisfatta e sbadiglio in modo molto signorile. Ho dormito troppo poco e sono così maledettamente stanca...
Lentamente chiudo gli occhi e, senza volerlo, mi addormento.
Mi stiracchio e sbadiglio, arrotolandomi nelle coperte. Vorrei tanto restare su questo comodo letto e continuare a dormire, cancellando tutti i miei problemi. Tuttavia, so di non potermelo permettere, quindi mi sforzo di aprire gli occhi e, appena mi rendo conto di non trovarmi nella mia stanza, rotolo giù dal letto picchiando la testa e il sedere contro il pavimento.
La confusione lascia presto spazio al panico appena mi rendo conto di essermi addormentata sulla spalla di Pax.
Non posso averlo fatto sul serio! E non posso credere che lui non mi abbia svegliata e mi abbia invece lasciata dormire nel suo letto!
Mi guardo attorno e mi rendo conto che la stanza è vuota. Mi affretto quindi ad andare in bagno e mi lavo il viso per poi sistemarmi velocemente i capelli.
Appena finisco di darmi una sistemata, corro fuori dalla stanza di Pax, diretta verso la mia.
Se Aaron non mi trova nella mia camera, è la fine... Che sia già passato? Che diamine di ore sono? Maledizione, devo sbrigarmi.
Appena entro nella stanza, vedo qualcuno seduto sul mio letto ed inizialmente temo per il peggio, almeno finché non mi rendo conto che si tratta di Alexander ed allora sospiro sollevata.
-Astrid! Dov'eri finita? Si può sapere che stai combinando? Aaron ti è venuto a cercare!- esclama venendomi incontro nervoso.
-Cosa? Che cosa gli hai detto?- gli domando terrorizzata.
-Che ti eri addormentata in camera mia e che in quel momento eri in bagno! Ora ci sta aspettando, quindi vedi di muoverti!- mi risponde lui iniziando a fare avanti e indietro per la stanza.
-Grazie.- sospiro sollevata, di nuovo.
-Ora dimmi dove sei stata.- insiste Alexander.
-Ero da Pax, dovevo comunicargli una cosa importante e... alla fine mi sono addormentata.
-Astrid! Come diamine hai fatto?- esclama allibito roteando gli occhi al cielo.
-Ehm... avevo dormito troppo poco ed ero così stanca... E poi c'era poca luce...- cerco di giustificarmi balbettando imbarazzata.
Lui sospira come se non ci fosse più alcuna speranza per me:-Preparati rapidamente, Aaron ci aspetta per gli allenamenti.
Annuisco e lui esce senza aggiungere altro.
Appena io ed Alexander lasciamo Aaron con alcune guardie, ci avviamo a passo spedito lungo i corridoi verso le nostre camere.
-Sei arrabbiato con me per la storia di questa mattina, vero? Non mi hai più praticamente rivolto la parola da prima.- gli chiedo guardando il suo viso di profilo.
Lui tiene gli occhi fissi davanti a sé, le labbra serrate:-Non sono arrabbiato, mi sono solo preoccupato da morire. Temevo ti fosse successo qualcosa, che magari Beatrix avesse scoperto tutto e che tu fossi nei guai.
-Mi spiace, non era mia intenzione...- mormoro appoggiando una mano sulla sua spalla.
-Lo so, lo so.- sospira voltandosi e finalmente mi guarda negli occhi:-È che con tutto quello che sta succedendo ultimamente sono costantemente teso e mi sembra che dietro ogni ombra si celi un pericolo.
-Già, ne sono successe di ogni e noi non abbiamo ancora assimilato tutto. Prima di poter risolvere un problema, ce ne si presenta subito un altro.
Lui sorride con amarezza:-Ho recuperato anch'io parecchi ricordi e... non sai quanto vorrei prendere a calci Aaron e Beatrix per ciò che ci hanno fatto, per aver tentato di cancellare una parte della nostra vita per plagiarci e renderci dei soldatini ubbidienti e fedeli.
-L'unico lato positivo, se proprio ne vogliamo trovare uno, è che ho avuto modo di conoscere te.- dice addolcendo lo sguardo ed io annuisco:-È vero, altrimenti forse avremmo continuato a non rivolgerci la parola come perfetti estranei sebbene frequentassimo la stessa scuola.
Mi cinge le spalle con un braccio e mi stringe a sé con forza.
Dopo alcuni attimi di silenzio, con un filo di voce appena udibile, mi domanda:-Hai avuto altre notizie da Damien?
-No, ma questa notte proverò a richiamare Shawn nel mio sogno. Voglio vederlo e parlargli, inoltre ho anche delle informazioni da passargli da parte di Pax. Ed appena possibile, vorrei rivedere di nuovo Damien.- gli rispondo io.
-Speriamo che arrivino presto, non riesco più a stare qui a fingere che sia tutto a posto, che vada tutto bene, che Beatrix e Aaron non mi abbiano mai allontanato da quella che era la mia vita e da tutte le persone a cui voglio bene... Non ce la faccio più, mi manca casa mia.- sospira lui.
Sono seduta in mezzo all'erba fresca del prato che sogno sempre. Sopra la mia testa il cielo è costellato di stelle ed uno spicchio di luna illumina il paesaggio.
Chiudo gli occhi e cerco di focalizzare davanti a me l'immagine di Shawn.
I suoi occhi che sembrano due luminosi smeraldi, i suoi capelli rossi, la sua pelle pallida e liscia, il suo sorriso allegro e mozzafiato che trasmette serenità ed allegria, la sua voce...
Una mano calda e morbida si posa sulla mia testa, scompigliandomi i capelli.
Apro gli occhi e, inginocchio davanti a me, c'è il mezzo demone che sorride debolmente, il suo sguardo triste e spento come mai lo avevo visto.
Con le lacrime agli occhi gli salto addosso stringendolo in un abbraccio. Lui, colto di sorpresa, perde l'equilibrio e cade all'indietro con me sopra.
-Hey...- sussurra lui al mio orecchio mentre mi accarezza la schiena nel tentativo di rassicurarmi.
-Scusa... scusa se mi sono dimenticata di te. Io... avevo perso alcuni ricordi. Anzi, Beatrix me li aveva portati via.- gli spiego sforzandomi di ricacciare indietro le lacrime.
Devo smetterla di piangere così spesso.
-Lo so. Non devi chiedermi scusa. Ogni volta che Damien ti ha vista e ti ha parlato, mi ha sempre raccontato tutto tenendomi costantemente informato.- mi rassicura lui stringendomi a sé con forza, come se temesse che da un momento all’altro io possa scomparire.
-Mi sei mancata. Ero così preoccupato...
Sorrido e mi alzo, liberandolo dal mio abbraccio e permettendogli così di rimettersi in piedi.
Ci guardiamo per qualche istante negli occhi e poi entrambi sorridiamo complici.
-Non ti preoccupare, principessa. Siamo vicini, stiamo arrivando. E siamo in tanti. Ti aiuteremo, ti riporteremo a casa e ci libereremo di Beatrix ed Aaron una volta per tutte.- dice con tono rassicurante e non posso fare a meno che sentirmi sollevata.
Casa. Quanto mi manca la mia casa, il luogo in cui ho vissuto con mia madre, in cui sono cresciuta, dove c’è Roxy che mi aspetta, dove c’è tutta la mia vita. E finalmente potrò anche riabbracciare veramente Damien e Shawn.
-Sai che fine abbia fatto Samantha?- mi domanda diventando serio ed anche sul mio volto il sorriso scompare.
Il suo tradimento è ormai un ricordo piuttosto nitido e... doloroso.
Scuoto la testa:-Non l'ho più vista da quando... da quando Aaron ha ucciso Gionata. Non ho più avuto sue notizie. Ma, se vuoi, potrei chiedere a Pax. Sai chi è, no? Damien te ne ha parlato?
Lui annuisce:-Perfetto, chiedi a lui. Gli angeli sono impazienti di avere notizie di lei, sono disposti a perdonarla nonostante lei sia la causa dei guai che stai passando e della morte del suo stesso fratello.
-So che ha sbagliato, ma non riesco a incolparla di tutto. Anch'io avrei potuto fare più attenzione. E poi, lei era convinta che a suo fratello non sarebbe stato fatto nulla... Si è innamorata della persona sbagliata e si è fidata troppo facilmente.
Shawn sorride amaramente ed alza gli occhi al cielo:-Voi angioletti siete troppo inclini al perdono.
-Come se anche tu non lo fossi per metà.- borbotto facendolo ridacchiare.
Il rosso posa una mano sulla mia nuca per poi scompigliarmi i capelli ed io in risposta cerco di allontanarmi, cosa che lui mi impedisce di fare usando il braccio libero per bloccarmi.
-Non toccare i miei capelli!- esclamo divertita.
-Altrimenti che cosa mi fai?- mi sfida lui.
-Ti raso a zero e ti trasformo in un bel pelatino, egocentrico che non sei altro!- lo minaccio ridendo spensierata come non facevo da tanto tempo, troppo.
-Ma che paura!- gracchia cercando di imitare la voce di una ragazza spaventata, ma il risultato è a dir poco terribile.
Finalmente riesco a liberarmi della sua presa e a scappare, ma lui si lancia subito all’inseguimento.
Dopo poco, come era prevedibile, lui mi raggiunge, fermandomi e cingendomi la vita con le braccia per poi sollevarmi da terra e cadere all'indietro con me addosso.
-Mollami!- esclamo non smettendo di ridere e dimenandomi ininterrottamente.
-Cos’è, prima minacci e poi corri a nasconderti?- dice iniziando a farmi il solletico e facendomi così ridere ancora più sguaiatamente.
Io, con fatica, riesco alla fine a liberarmi dalle sue braccia e a rotolare fino a stendermi sull'erba accanto a lui.
-E adesso? Mi rasi a zero?- mi domanda scoppiando a ridere ed io gli faccio la linguaccia.
Quando entrambi smettiamo di ridere restiamo in silenzio ad osservare il manto blu sopra le nostre teste mentre lui mi stringe a sé. Appoggio la testa sul suo petto e mi perdo nei ricordi di noi due insieme. A pensarci ora, mi sembra trascorsa una vita intera.
-Come sta Roxy? Le cose tra voi... come vanno?- gli domando titubante.
Lui sospira e percepisco il suo corpo irrigidirsi:-Roxy sta male, è preoccupatissima per te. Io e Damien abbiamo deciso di non dirle nulla riguardo a quello che ti è successo, temevamo che ci avrebbe seguiti per venirti a salvare. Sai quant'è impulsiva e folle! Però sarebbe stato troppo pericoloso per lei venire con noi. Per quanto riguarda noi due... si è trovata un altro, questa volta umano. E... credo sia felice con lui. Di sicuro è più felice con lui di quanto lo potrà mai essere con me.
La sua voce è debole e tremante ed appena sposto lo sguardo sul suo volto noto che i suoi occhi si sono incupiti rivelando un profondo abisso di tristezza e dolore.
-Io sono certa che Roxy ti ama ancora, me lo sento. Ho sempre notato il modo in cui ti guardava, in cui ti parlava o in cui parlava di te. Quando era con te era la felicità in persona, tu eri tutto per lei e scommetto che lo sei tutt’ora. L’hai ferita con le parole dure che le hai rivolto ed io lo so che lo hai fatto per allontanarla da te e tenerla al sicuro, ma penso che non avresti dovuto farlo, penso che avrebbe dovuto scegliere lei cosa fare. Devi parlarle di nuovo. Lo so che anche tu sei ancora innamorato di lei e se non ti sbrighi a fare qualcosa, andrà a finire che soffrirete entrambi e basta.
-No, deve starmi lontana, io rischierei solo di farle del male, di rovinarle la vita. Ricordati che per metà sono pur sempre un demone.- ribatte lui:-Finalmente sono riuscito a spingerla ad andarsene e ad odiarmi, non tornerò sui miei passi. Inoltre, con il suo nuovo ragazzo potrà essere felice e tornare a vivere normalmente.
-Smettila con questi discorsi insensati e ricordati che per l'altra metà sei un angelo! Scommetto che non le farai mai del male, mai!- insisto io e lui resta in silenzio:-Tu vuoi solo vederla felice e ti stai semplicemente comportando da codardo! Le cose non andranno sempre bene, è vero, ma non puoi dare per scontato che andrà tutto a rotoli e fuggire a gambe levate senza nemmeno provare a far funzionare a vostra relazione! Non è ancora troppo tardi, puoi rimediare, devi farlo prima di pentirtene per il resto della tua vita.
-Ricordati che a differenza tua è umana, la sua vita sarà molto più corta della tua... Perciò non devi sprecare il poco tempo che vi è concesso respingendola, tenendola lontana solo per paura. Non condannarti all'infelicità e al rimpianto di aver abbandonato colei che ami.- cerco di farlo ragionare io:-Quando avremo sistemato Beatrix, dovrai tornare da lei e parlarle, aprirti con lei e spiegarle le tue paure senza più scappare.
-No, Astrid. Mi spiace ma non posso farlo.- risponde lui, testardo come mai lo avevo visto:-Io voglio solo che sia felice e con me non potrà mai esserlo.
Lo guardo negli occhi, è determinato ma al tempo stesso so che basterebbero le giuste parole per farlo vacillare e riconsiderare le sue decisioni. Purtroppo però ora non c’è abbastanza tempo, non gli ho ancora comunicato le informazioni che mi ha passato Pax e sono essenziali affinché riescano ad arrivare al nascondiglio senza farsi individuare. Se Beatrix si accorgesse che si stanno avvicinando, ci farebbe spostare ed andare a nasconderci da qualche parte per terminare i preparativi per lo scontro, inoltre scoprirebbe che siammo stati io e Pax ad aiutare il “nemico” e ci ucciderebbe.
Sospiro affranta:-Ne riparleremo, ora però ascoltami attentamente.
E quando sono certa di avere la sua completa attenzione, ricomincio a parlare.