— Zia! — disse Bianca. — Vuoi leggere ciò che scrivo a Roberto? E invitò la zia a sedere alla scrivania. — E adesso noi — fece l’ingegnere parlando con la bambina — noi si va fuori per la passeggiata suggerita dal dottore. Andremo in un luogo ove sono una quantità di violette e la mia piccola Maria ne riempirà la panierina. Da brava! Il cappellone in testa, e via!... signorina Bianca? — soggiunse invitandola. Maria baciò la mamma e uscirono tutti tre insieme come avevano l’abitudine di fare ogni giorno, da che la piccina era guarita. Rimasta sola, la signora prese a leggere attentamente e devotamente quelle pagine scritte per il figliuolo prediletto e che egli pure avrebbe letto fra alcuni giorni. La lettera diceva così: Caro cugino! Ti ho letto con vivo interesse e anche con qualch

