Chapter 27

608 Parole
Amici sempre “Non sopporto l’atteggiamento che ha nei miei confronti, mi tratta come un bambino, vuole recuperare il tempo perso, capisci? Come se si potesse fare adesso, quello ormai è perso, appunto!” “Quando eri bambino gliel’hanno impedito, Ale, adesso vuole solo recuperare suo figlio, non il tempo perso.” Non capisco perché è così testardo e crudele nei confronti di quella donna, in fin dei conti mi è sembrata una persona buona e sincera. “Sei un uomo, Ale, adesso, dovresti essere tu a prenderti cura di lei.” “Come se fosse facile, non me lo fa fare.” Lo so che vuole con tutto se stesso riuscire a perdonare sua madre, è l’unico modo che ha per liberarsi dalle ombre che si trascina dietro. “Allora dimostrale che sei uomo e asseconda il suo amore, in fondo vuole solo avere la possibilità di esserti vicina e volerti bene, suvvia, non fare il bimbo imbronciato, non è da te.” Sono in piedi davanti a lui e gli scompiglio i riccioli. “E poi cucina bene, no?” Mi guarda con occhioni da bambino ferito ma pieno di gioia di vivere, mi afferra per la vita e mi trascina in acqua. Giochiamo come bimbetti finché il fiato ce lo permette. “Vieni a mangiare da noi stasera, così me la levi un po’ da dosso?” “Vediamo, dipende da cosa mi offrite!” Mi tira giù e mi fa bere, è proprio un adorabile imbecille! Stare con lui dopo quella sera è diventato un po’ meno fluido, meno spontaneo, a volte quando mi abbraccia sento il calore del suo cuore, il desiderio di qualcosa di più della semplice compagnia e la cosa mi mette a disagio. Non gli ho raccontato nemmeno di quel pomeriggio con Antonia, temo di ferirlo, è assurdo, lo so, ma ho deciso di tenerlo per me, un segreto che custodirò gelosamente. “Allora, quando torniamo sull’isola? Vuoi andare a trovarlo, sì o no?” “Sì, ci andrò, andremo, se vuoi venire, ma non so ancora quando, forse Fabrizio torna a casa prima, questa volta.” “Ma è una cosa seria, con Fil, intendo?” “Non lo so.” Capisce di aver toccato un tasto dolente e cambia discorso. “L’hai finito il ritratto su cui stavi lavorando? Ma chi è la tipa?” Era meglio se continuava a parlare di Felipe. “La ragazza del nipote di Marzia” gli rispondo senza dare peso all’argomento. “È bella?” “Sì, minutina ma graziosa.” Un flash della sua pelle morbida sotto le mie dita e delle sue labbra calde che mi sfiorano l’ombelico mi abbaglia la mente e quasi arrossisco. “Potremmo invitarli a uscire con noi qualche sera, no?” Mi irrigidisco. “Ehm sì, vediamo.” Ale avverte qualcosa che non va e mi chiede se mi stanno sulle scatole. “No. È solo che non li conosciamo e poi mi sembrano dei ragazzini, non so.” “Dillo chiaramente che non vuoi dividermi con nessun altro!” “Finalmente l’hai capito” gli rispondo, contenta che abbia lasciato cadere il discorso dell’invito. Si avvicina, mi afferra per i fianchi e mi costringe a stargli vicino, troppo vicino. “Ci pensi mai a quella sera, Giulia?” “Sì e la cosa mi fa un certo effetto, insomma mi imbarazza” chiarisco a scanso d’equivoci. Ma mi spiace sentirlo ritrarsi. “Non voglio che accada questo, lo sai che ti voglio un mondo di bene, Giulia.” Lo raggiungo, lo abbraccio e mi attacco alla sua bocca. Non so perché l’ho fatto, è stato un gesto impulsivo. Lui è più stupito di me, ma lo sento sciogliersi tra le mie braccia e stringermi a sé. Mi bacia con passione, poi mi afferra per i capelli e allontana il mio viso dal suo per guardarmi negli occhi. “Scusami” gli dico, anche se non sono veramente pentita e lui lo sa. Mi riavvicina alla sua bocca schiusa e mi accarezza le labbra con le sue, con dolcezza. “Ti adoro, Giulia.” “Io adoro le tue labbra, sono così lisce!” Mi sorride mentre si lascia mordicchiare e baciare ancora. “Promettimi che rimarremo amici, Ale, ho bisogno che tu me lo prometta.” “Certo che sì, non cambierà nulla, solo, lasciati baciare, mi piace da morire.”
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