Al chiaro di luna
Stamattina appena sveglia il ricordo vivido di quel viso dolcissimo e perfetto e di quegli occhi profondi e sinceri si è intrufolato nei miei pensieri con prepotenza e ha monopolizzato la mia testa. Decido che in un modo o l’altro lo rivedrò, anche solo per qualche minuto. Gli invio un sms.
“Buongiorno non so ancora quando né come, ma so che ci rivedremo. Ti bacio.”
La sua risposta arriva repentina: “Giulia, tesoro, aspetterò solo un tuo cenno, ho tanta voglia di riabbracciarti. Fil.”
Ricasco sul letto col telefono stretto al cuore, sono davvero nei guai.
Il mio gattino si arrampica sul lettone e avanza traballante su quelle zampette ancora incerte ma decise a raggiungermi, mi si struscia addosso, vuole carezze. Ha un musetto adorabile, lo accarezzo e lui si sdraia su di un fianco e mi afferra le dita, le mordicchia, giochiamo un po’ insieme perché piace tanto a entrambi, questa pallina di pelo mi fa stare bene, mi trasmette serenità e pace.
Il pomeriggio trascorre troppo lentamente, io mi sento sempre più inquieta, non so che fare, che scuse inventare, non me la sento di azzardare passi falsi, non voglio che Fabrizio capisca qualcosa, non voglio che soffra, io lo amo e sono così confusa!
Alla fine decido che è meglio vederlo di notte, mi inventerò qualcosa appena dopo cena, una scusa qualunque per allontanarmi da casa Grisolia, o male che vada uscirò quando Fabrizio dorme, a questo punto mi accontento di vederlo anche per soli cinque minuti.
Prendo il cellulare per informarlo ma mi squilla mentre l’ho in mano. È Alessio, mi informa che domani mattina torna a casa e che non vede l’ora di rilassarsi un po’. Mi fa piacere sentirlo ma non gli dico nulla di Felipe e dei miei propositi per stanotte. Semmai glieli racconterò dopo.
Alle 20:00 usciamo di casa per raggiungere i nostri amici.
Ho mandato un altro sms a Felipe per spiegargli la situazione, lui è sempre così paziente!
Marzia ci accoglie con il suo sorriso migliore: ha preparato tavola fuori sotto il pergolato, dalla cucina si sente arrivare un buon profumo di carne alla griglia e scommetto che nel forno stanno rosolando i suoi pomodori ripieni, sono la sua specialità, sa che Fabrizio li adora e ogni volta che accettiamo un loro invito non glieli fa mai mancare. Giovanni invece ci accoglie portando in tavola due bottiglie del suo vino appena tolto dal frigo, è orgoglioso della sua piccola vigna.
Prendiamo posto, la sera si preannuncia piacevole, la loro casa è davvero un piccolo nido accogliente… se solo la mia testa la smettesse di trastullarsi per trovare una via di fuga!
Mangiamo tutto con grandissimo gusto, Marzia è una cuoca eccellente, stasera è particolarmente elettrizzata, pare che domani le arrivino ospiti graditi, il famoso nipote che la faceva preoccupare l’altra volta, con la ragazza, verranno a passare qualche giorno da loro. Marzia è decisa a fargli una bella ramanzina per convincerlo a riprendere gli studi, l’ha promesso alla sorella. Io personalmente sono sempre più convinta che al giorno d’oggi un altro architetto sarà un futuro disoccupato che si aggiungerà a una lunga lista di persone sospese in questo limbo di incertezza e disperazione. Sono tentata di consigliarle di convincerlo a farsi un corso da idraulico o da giardiniere come lo zio, ma non le dico nulla, non voglio rovinarle l’entusiasmo, e poi adesso ho altro a cui pensare!
A un certo punto la padrona di casa si alza e si scusa un attimo, va a portare la spazzatura fuori, dice che stasera passano a prendere l’organico e mentre si allontana mi si accende una lampadina in testa! Afferro il cel e mando un sms ad Ale: “Ale per favore chiamami e dimmi di passare a casa tua a lasciarti le chiavi sotto lo zerbino, fallo subito, help me, poi ti spiego.”
Premo invio e comincio a pregare e contare i secondi che passano.
O Dio ti prego, fa che veda l’sms adesso, fa che mi chiami.
… 35 secondi 36, 37, 38, 39, 40, 41,… ho perso le speranze, quando finalmente il cellulare squilla.
Lo sento scoppiare in una risata incontenibile, mi allontano facendo finta di essere divertita e meravigliata da quella telefonata.
“Ale, come mai a quest’ora, che succede?”
Lui cerca di capire cosa stia succedendo e poi quando vede che non posso parlare mi intima che vorrà i dettagli, soprattutto quelli piccanti.
“Ok ok, ci vediamo domani, allora, un bacione, ciao… sì, ti saluto gli altri. Notte.”
Fabrizio mi guarda incuriosito “Chi era?”
Gli spiego che Ale torna domani mattina presto e mi ha pregato di lasciargli le chiavi di casa sua sotto lo zerbino in modo da non disturbarci quando arriva.
“Ok, ci vai ora?”
“Sì, così poi passo da casa nostra e porto fuori l’organico.”
“Ciao Giovanni, grazie per la splendida cena!”
“Oh io non ho fatto nulla!” e mi fa l’occhiolino, poi si volta a guardare Fabrizio e riprende il discorso sulle viti di Sangiovese comprate qualche anno fa.
Per strada incrocio Marzia, le spiego dove sto andando, la ringrazio e volo via.
Appena fuori chiamo Felipe e lo informo della situazione, gli do l’indirizzo di casa, lui sembra divertito, lo sento salutare qualcuno, sento la voce di una donna che gli intima qualcosa che non capisco.
“Volo da te” mi dice e chiude.
Ho il cuore che mi martella il petto mentre entro nel vialetto di casa e mi assicuro che il cancello rimanga aperto. Salgo su e mi fiondo in bagno, mi lavo i denti e faccio pipì, sono in fibrillazione, sono eccitata come un’adolescente al suo primo appuntamento.
Nella sala il gatto, sdraiato sul divano, mi guarda incuriosito da tanta elettricità, mi siedo vicino a lui e lo prendo in braccio, me lo stringo al petto sperando che mi trasmetta un po’ della sua sana pacatezza. Ma sono troppo nervosa, lo rimetto al suo posto e decido di aspettare Felipe sotto, non si sa mai che a Fabrizio venga voglia di raggiungermi a casa.
Scendo in giardino e comincio a passeggiare su e giù quando sento il rumore di una moto che si ferma lì vicino.
Smetto di respirare quando dei passi veloci e decisi si avvicinano al cancello, è lui! Gli vado incontro. Non ho acceso le luci in giardino, il vialetto è illuminato solo dalle lampade al neon della strada. Mi fermo accanto al cancello, vicino alle mie piante di glicine e inspiro profondamente.
I passi si fanno più chiari e lenti, si fermano.
Lo chiamo.
Lui si affaccia e mi vede.
“Giulia” mi raggiunge in un attimo.
Si guarda intorno ma non c’è nessuno, nessun rumore tranne la voce del mare, i grilli e il mio respiro ansante. Si avvicina e mi prende il viso tra le mani. “Mi amor, finalmente” e mi punta addosso quegli occhioni languidi che mi sciolgono in un attimo.
Cerco di farfugliare qualcosa, di scusarmi per questa situazione, ma lui mi zittisce appoggiandomi l’indice sulla bocca.
“Sst, non importa, Giulia, avrei passato la notte insonne se non fossi riuscito a riabbracciarti ancora, sono felice di essere qui.”
I suoi occhi brillano al chiaro di luna; è bello stasera, molto più bello di ieri e di quanto ricordassi.
Gli accarezzo le mani:
“Sei un tesoro, anch’io sono felice di averti qui vicino, di nuovo:”
La sua bocca si allarga in un sorriso straordinariamente sensuale, poi si fa serio, mi cinge i fianchi e mi avvicina a sé, mi stringe al suo corpo caldo e mi bacia.
È meraviglioso perdermi nella sua bocca, il suo sapore mi dà alla testa, mi piace da morire e mi piacciono le sue labbra piene e morbide che abbracciano le mie, si incastrano perfettamente sulle mie e alla mia lingua che le insegue e le assapora. La sua, ingorda, mi accarezza, mi divora.
Sono in estasi, ho la testa e il ventre in fiamme. Sono argilla morbidissima sotto le sue dita che mi sfiorano i fianchi, ma mi sento inquieta, lì sotto casa.
Mi allontano dalla sua stretta e lo guardo.
“Andiamo giù in spiaggia” gli dico mentre lo prendo per mano e lo porto con me, al sicuro. Ho voglia di lasciarmi andare completamente, ho voglia di farmi amare da quest’uomo che adoro, protetta dal grembo buio della notte. Arrivati in spiaggia mi fermo e mi lascio avvolgere dalle sue braccia, ci sediamo sulla sabbia e mi stringe a sé. Che buono l’odore della sua pelle, sa di mandorle dolci.
“Pensavo che non avrei più sentito il calore della tua pelle, la tua mail era così scoraggiante! Ma ieri, quando ti ho vista lì sotto quel palco, con quell’espressione terrorizzata in viso” e sorride a quel ricordo “ho provato una fitta al cuore che non ammette fraintendimenti, Giulia.”
Mi prende il viso e mi guarda serio.
“Mi sei mancata, piccola, sto bene con te, mi fai stare bene.”
Io non riesco a dire niente, ho solo voglia di perdermi in lui e di riempirmi della sua passione, del suo calore. Era tanto che non provavo un tale trasporto per qualcuno. Cerco la sua bocca e la trovo accogliente e languida come sempre.
“Ho tanta voglia di te, mi amor.”
La mia voce è un gemito di piacere mentre le sue labbra umide mi sfiorano il collo e le sue mani mi accarezzano tutta. Scivolo supina sulla spiaggia umida con il suo corpo caldo addosso che freme di gioia e di desiderio. Vorrei poter fermare questo momento all’infinito, lo desidero da morire ma sono inquieta, non riesco ad assaporare veramente quello che mi sta accadendo perché non mi sento veramente al sicuro. Mi irrigidisco quando le sue mani scivolano sul mio ventre e si fanno strada tra le mie gambe, mi sfiorano. Lui lo sente e si ferma, dopo qualche secondo il rumore sordo di una porta che si chiude conferma la mia inquietudine. C’è la luce in giardino. Fabrizio è rientrato! Ci alziamo da terra e ci rimettiamo in ordine.
“Oddio Fil, mi dispiace.”
“Anche a me, piccola, ma forse è stato meglio così.”
Facciamo il giro del giardino e lo accompagno in strada sino alla moto.
“Sicura che non sei nei guai?”
“Non preoccuparti, gli dirò che mi ero fermata in spiaggia. Perché hai detto che è stato meglio così?”
Monta in sella poi si volta e mi sorride: “Perché l’avremmo fatto di nascosto come ladri, io voglio averti tutta per me!”
“Sì, anch’io!”
Mi prende una mano e la bacia. ” Vienimi a trovare presto, ok?”
Lo bacio.