Chapter 24

875 Parole
L’amore di una madre Mi dirigo verso la casa del mio amico, meravigliata del fatto che non si sia fatto ancora vivo da stamattina. Forse la presenza di Fabrizio in qualche modo lo inibisce. Suono il campanello e aspetto che venga ad aprirmi, pronta a confessargli tutte le magagne della notte precedente. Mi apre la porta una signora di mezza età molto bella, che mi guarda sorpresa e mi saluta con un sorriso che mi pare di riconoscere. “Salve, cercavo Alessio” le dico imbarazzata. Mi spiega che Ale non è ancora rientrato dal Giappone, arriverà in serata, lei è sua madre, è venuta a passare qualche giorno con il figlio. Mi meraviglia che non mi abbia detto nulla, forse non lo sa neppure lui, chissà se sarà una bella sorpresa? Ne dubito, da quello che ho capito questa donna lo ha abbandonato quando era ancora un bambino, credo che certe cose lascino un segno profondo nell’animo di un uomo. Faccio per salutarla ma la biondissima signora mi invita a entrare. “Tu sei una sua amica, vero?” Le spiego come ci siamo conosciuti ma lei mi precede: “Sei la vicina pittrice?” “Le ha parlato di me?” “Sì.” Mi sento terribilmente imbarazzata, vorrei scappare a gambe levate, ma lei mi guarda con un’espressione che mi intenerisce. Entro in casa in punta di piedi e mi chiede se voglio qualcosa da bere. “Acqua fresca, grazie” ho la gola riarsa dal caldo e dal nervoso. Mi porge un bicchierone e mi siede accanto, ha degli occhi straordinariamente azzurri e una pelle così chiara che intravedo le venuzze bluastre delle tempie. “Mi ha parlato molto di te, dice che sei un’artista straordinaria.” “Grazie, ma suo figlio è troppo gentile.” Sono nel pallone. “È lui il vero artista, la prima cosa che ho conosciuto di Alessio è stata una sua composizione, ho sentito questa melodia librarsi in cielo e arrivarmi fin dentro le ossa, mi ha fatto commuovere.” Lei mi sorride ma ha gli occhi lucidi. “Mi manca molto quando non l’ho con me, Alessio e io abbiamo un rapporto un po’ complicato. Non so se te l’ha detto, ma tanto tempo fa, quando lasciai suo padre, non mi permisero di portarlo con me. Il padre di Ale è un uomo potente e io non ho potuto nulla contro i suoi avvocati, ma lui era troppo piccolo e non l’ha capita. Non mi ha mai perdonata, ancora oggi mi guarda con un’espressione in viso che mi fa stare male.” Ora sono io a star male, non so cosa risponderle, non mi aspettavo tutta questa confidenza, ma sembra che voglia liberarsi di questo peso, forse spera che possa farle da tramite e aprire un varco nel cuore del figlio. “Mi spiace molto, immagino quanto possa essere dolorosa per entrambi questa situazione.” “Cosa ti dice di me Alessio?” “Non abbiamo parlato molto di questa cosa, me l’ha accennata una volta ma non si è soffermato molto, comunque capisco che ci sta male, che gli manca.” “Dici che gli manco? Ma lui non mi cerca mai e quando cerco di stargli un po’ vicino io come adesso, mi respinge!” “Credo sia una reazione istintiva, veda signora…” “Dammi del tu, ti prego, mi chiamo Eleonora.” Le sorrido. “Va bene, vedi Eleonora, quando tu sei andata via lui era piccolo e quel dolore è cresciuto insieme a lui, è diventato parte di lui, della sua natura.” Mi guarda con gli occhi sbarrati, come se le stessi rivelando un segreto importante. “E credo che non sia così semplice per lui ignorarlo o eliminarlo dalla sua vita senza un po’ d’impegno e consapevolezza.” “Pensi che l’abbia perso per sempre, allora?” “No, Alessio è una persona intelligente, forse ha solo bisogno di sentirla più vicina. Gli faccia capire quanto è stata dura anche per lei e quanto gli vuol bene. Nessuno può rimanere indifferente all’amore vero. E quello di una madre lo è sempre.” La sua espressione si rilassa e si distende in un sorriso colmo di gratitudine. Mi si avvicina e mi prende la mano. “Grazie cara, sei una persona molto dolce, sono felice che tu sia vicina al mio bambino.” Ecco, magari se la smetti di chiamarlo bambino ti sarà più facile rapportarti con lui, ma questo non glielo dico. “Ti ringrazio per la considerazione e ti assicuro che anche per me avere tuo figlio vicino è un valido aiuto.” Detto questo scappo, con la promessa di andare a trovarla presto. Esco da quella casa con la sensazione che non sarà una bella sorpresa per Alessio ritrovarsela lì al suo ritorno; in fondo, però, tante volte mi è capitato di scorgere un dolore acuto negli occhi del mio amico, forse tentare di aiutarlo a recuperare l’affetto materno è solo un bene. Torno a casa e trovo i miei animaletti che dormono uno accanto all’altro, un quadretto che mi scioglie il cuore. Accendo il computer e controllo la posta: nulla di importante, solo pubblicità, mando un sms a Felipe, mi manca, quell’uomo mi accende come solo una persona è riuscita a fare tanto tempo fa. “Ciao tesoro, sei arrivato al villaggio? Mi manca già il tuo calore.” Mi arriva subito la sua risposta entusiasta: “Mi amor, che dolce sorpresa sentirti così presto, siamo arrivati da qualche ora, sto già lavorando, stasera ci saranno le prove per scegliere le ballerine tra le ospiti del villaggio, ci sarà uno spettacolo tra qualche settimana e loro saranno le star per una notte. Magari tu potresti fare da prima ballerina?  Ti chiamo stasera, se puoi parlare, te quiero.” Mi mette di buonumore pensarmi lì in quell’angolo di paradiso a far divertire la gente insieme al mio adone cubano.
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