Le risposi di stare tranquilla e che presto sarei tornato in forma per coccolarla. Quando, però, accennai al fatto che il dottore mi aveva trovato gli esami del sangue sballati, si accigliò. Si stava preoccupando ancora per me, il mio fiorellino. Sempre dolce e premurosa! Finì l’orario di visita e Marcella se ne andò, lasciandomi solo con i miei dolori e la mia flebo a farmi compagnia, fino al ritorno del medico. Gli chiesi se avesse novità e se potesse darmi un antidolorifico, magari un po’ di Tachipirina, lo stesso farmaco che mia moglie usava quando soffriva di mal di testa. Mi disse che di prendere la Tachipirina non se ne parlava assolutamente, date le condizioni pietose in cui versava il mio fegato e che, anzi, avrei rischiato di morire se me ne avessero data ancora. Avevo tutti i

