Il cancello d’ingresso era sprangato, ma il custode che era stato preavvertito e la stava aspettando, la vide subito e si affrettò a schiudere le sbarre. Lei armeggiò con la tracolla e la macchina fotografica e cercò di predisporre il proprio animo nella giusta prospettiva per trovare le angolazioni migliori, quelle con cui catturare le immagini giuste che potessero far colpo sul lettore tipo della rivista. Si legò i capelli rossi in cima alla nuca, arrotolò le maniche dell’ampia camicia ocra e sistemò i risvolti dei calzoncini di jeans. Il rombo distante di un tuono e la brezza vivace la misero di cattivo umore. Ci mancava anche il temporale! Doveva concentrarsi sul lavoro e su nient’altro, ma l’uomo dagli occhi verdi lampeggiò all’improvviso nella sua mente e lei sentì il proprio co

