L’enorme castello si ergeva dinanzi a lei; perfettamente intatto, rifulgeva del suo iniziale splendore. Mosse esitando un passo e, come per incanto, si trovò in uno dei torrioni bui e maleodoranti, dove venivano rinchiusi i prigionieri d’alto rango o dove venivano concepiti i piani più sordidi. Era strano essere lì eppure non esserci, spiare come attraverso una tenda fluttuante, distante ma molto presente. “Lei non dovrà mai averlo. Non lo avrà mai.” La voce giovane e femminile echeggiò in quelle caverne oscure. Una nuvola di fumo nero si levò da un catino, in cui un ritratto a olio del suo viso, quello di Anne Margaret, veniva devastato dalle fiamme. L’odore di zolfo le entrò a zaffate nel naso. La ragazza si mosse, girò intorno al catino e una serva portò un gallo vivo che sgozzò c

