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1019 Parole
Morgan "No dico davvero, sei bellissima" arrossi' e mi girai verso di lui cercando di studiare la sua espressione che sembrava sincera. "Era questo ciò che volevi dirmi da oggi a pranzo quindi?" chiesi sistemandomi una ciocca dietro l'orecchio, e lui ridacchiò, scuotendo la testa. "Volevo dirti che mi dispiace per essermi comportato in maniera strana ieri, lo so che le cose si sono fatte strane da allora e mi scuso" Mi sistemai una ciocca di capelli dietro l'orecchio per il nervosismo e sospirai "non so se crederti onestamente" sussurrai prima di trovarmi davanti la sua espressione terrorizzata. "Dai sto scherzando" lo spintonai leggermente con una spallata, prima di aggiungere "fa niente, capisco che tu non sia riuscito a tenere a freno gli ormoni con me" ridacchiai studiando la sua espressione divertita. E quello che aggiunse dopo mi fece venire quasi il batticuore "beh, non ti posso dare torto" Presa dal momento strinsi le gambe al petto e mi girai verso l'orizzonte "sai non pensavo che sarebbe andata cosi bene con te" aggiunse Liam guardandomi. "Andata bene con me eh?" gli feci l'occhiolino e dopo poco lo sentì mettersi più vicino a me "eh sì" "Pensavi che non ti avrei lasciato avvicinare?" mi girai verso di lui trovandomelo a pochi centimetri "si" sussurro' guardandomi dritta negli occhi, sentivo il suo respiro sulla mia pelle e non era affatto una brutta sensazione, anzi mi stava dando la pelle d'oca e questo era troppo strano. "Penso di volerti baciare, proprio adesso" sussurro' lui dal nulla sfiorando il mio naso con il suo e facendomi bloccare il respiro, tanto che per qualche secondo rimasi confusa sul da farsi e poi dopo aver preso un respiro profondo, dalla mia bocca usci' un'affermazione che mi stupi' totalmente. "Penso che dovresti farlo"sussurrai avvicinandomi un po verso di lui, cosi tanto da lasciare solo pochissimi millimetri tra i nostri volti, chiusi gli occhi e in pochi secondi le sue labbra furono sulle mie, scatenando in me tutte quelle sensazioni che fin'ora avevo letto solo ed esclusivamente nei libri. La sua mano mi aveva attirato più vicina a lui e la mia mano aveva subito trovato posto sulla sua guancia, come se fosse stata fatta a posta per stare li. Ci staccammo per la mancanza di fiato e restammo diversi minuti ad osservarci in silenzio finche' la sua voce non spezzo' quel silenzio carico di sentimento che si era creato "sei arrabbiata con me?" chiese dal nulla facendomi scuotere la testa e sorridere, mentre con il pollice accarezzavo le sue labbra ancora rosee e cercavo di metabolizzare che tutto era effettivamente successo e no era solo frutto del mio inconscio. "Se fossi stata arrabbiata con te ti avrei tirato già uno schiaffo che ti avrebbe lasciato il segno, quindi ritieniti fortunato" mi sorrise rivelando la fossetta sulla guancia, che subito iniziai ad accarezzare con l'indice mentre ero ancora un po incredula, insomma era davvero assurdo, non si poteva negare. "Che stai facendo?" ridacchio' lui sistemandomi per l'ennesima volta una ciocca dietro l'orecchio "Niente mi piace la tua fossetta" ammisi imbarazzata, con le guance che sicuramente mi stavano andando in fiamme, mentre lui mi sorrise scuotendo la testa e in poco tempo le nostre labbra si incollarono di nuovo facendomi di nuovo perdere infiniti battiti. "Sei assurdo Liam, non hai idea di quanto tu sia assurdo" lo sentii sorridere sulle mie labbra e mi staccai per osservarlo da vicino. "Scusami sono ancora scioccato e felice allo stesso tempo da cio' che e' appena successo, tanto che credo sia ancora un sogno" aggiunse Liam facendomi nascere un sorriso, e lasciargli un bacio sulla guancia. "Non e' un sogno, e' tutto assolutamente vero Liam" mormorai accovacciandomi a lui per ripararmi in qualche modo dal freddo e lui mi sorrise circondandomi e spalle con un braccio e lasciandomi un bacio in testa sui capelli. "Penso che tu sia stato il mio regalo di natale anche se in ritardo" ridacchiai cercando di stemperare l'imbarazzo, mentre sentivo tutto il sangue affluirmi alle guance e chiusi gli occhi beandomi della sensazione di tranquillità e di tepore che mi stava pervadendo. "Ehi prendo questo silenzio come un no" inizio' a farmi il solletico facendomi dimenare sulla panchina e scoppiare in una risata, tanto che cercai invano di sfuggire al suo tocco "No ti prego basta non respiro" continuai a dimenarmi e finalmente decise di fermarsi facendomi riprendere fiato. sussurro' nuovamente lui accarezzandomi la guancia destra dolcemente, con le mani talmente fredde da sembrare un pezzo di ghiaccio "Oh ma sta zitto" ridacchiai e lo tirai dalla felpa fino a far combaciare nuovamente le nostre labbra per l'ennesima volta quel pomeriggio. Mi riaccompagno' in stanza, dove ad aspettarci c'erano Dylan, Maggie, Alice, il marito di Maggie, di cui ancora molto spesso mi dimenticavo il nome, Sam e Luke, che mi occupavano tutta la camera, e Liam al mio fianco si irrigidi' vedendoli, e con lui la sua presa che si era fatta piu' stretta per la mia mano. "Ragazzi" inizio' lui tossendo come cenno di saluto e il brusio che si era creato si fermo', concentrando l'attenzione su di lui e Morgan, ma soprattutto sulle loro mani congiunte e i loro sorrisi immensi che sembravano andare da un orecchio ad un altro. "Non ci credo" "Non ci posso credere?' "oddio""no vabbe' stiamo vedendo la stessa scena??" Dylan ridacchio' e le prese la mano "si amore la stiamo vedendo tutti" "Come mai siete qui?" continuo' Morgan schiarendosi la voce e ricevendo l'occhiolino da parte di Sam, mentre Maggie faceva finta di asciugarsi una lacrima e Alice sembrava essere andata in iperventilazione, tanto che si sentiva terribilmente felice e iperattiva. Alice e Maggie si batterono il cinque e poi entrambi abbracciarono i loro compagni scoppiando a piangere, mentre Morgan e Liam si scambiarono uno sguardo confuso e allo stesso tempo scoppiarono a ridere in contemporanea "ma che diavolo succede qua?" "Finalmente l'avete capito" ammise Alice asciugandosi le lacrime e Morgan poggio' la testa alla spalla di Liam "che siete anime gemelle" sussurro' ancora lei mentre i due ragazzi si guardavano e sorridevano felici di essersi trovati.
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