24. Fern

1975 Parole

FERN La mattina dopo, trovammo impronte sulla neve. Un uomo aveva fatto avanti e indietro, come non riuscisse a calmarsi, proprio di fronte l’entrata della nostra caverna, e aveva lasciato la postazione prima dell’alba. Mi feci portare, da Svein, nel punto oltre il quale le impronte sparivano del tutto. Non riuscii a capire se, dopo quel tratto, le impronte si trasformavano in quelle di un lupo. «Era lui. Dagg è tornato.» Il viso di Svein si fece duro. «Se si trasforma in mostro un’altra volta, dovrò cacciarlo via.» «No, non farlo.» Svein mi aveva già dato le spalle, di nuovo diretto verso la caverna. Io gli afferrai la mano, ma neanche quello fermò i suoi passi. «Tu pensi di poterci salvare?» Quella domanda mi fece congelare sul posto. Lasciai andare la sua mano. «Devo.» «Dovrei s

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