25. Fern

2750 Parole

FERN Il mattino seguente, mi stiracchiai per bene, svegliandomi lentamente, l’aria fredda dell’inverno a bagnarmi il viso e il calore solido di un altro corpo a riscaldarmi da dietro. Il Sole illuminava la caverna oltre i fiocchi di neve, che si era ormai fermata da qualche giorno. Erano passati cinque—forse sei?—giorni da quando ero arrivata. La caverna non era la casa che mi era stata inizialmente promessa, ma almeno era un rifugio. Il fuoco era basso—Svein avrebbe dovuto rifornire la legna che avevamo a disposizione molto presto. Era strano che fosse ancora a letto, così tardi, ma di certo non me ne sarei lamentata; mi strinsi, invece, ancora di più contro il suo petto. E poi mi congelai di botto quando peli spessi e soffici presero a solleticarmi il collo. L’uomo coricato dietro d

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