Capitolo LIV

2595 Parole

Capitolo LIV Terzo giorno di prigionia Felton era accorso; ma occorreva fare di più, occorreva trattenerlo, o, meglio, bisognava far sì che rimanesse solo; e Milady ancora non intravvedeva se non oscuramente con quali mezzi sarebbe giunta a questo risultato. Era anche necessario farlo parlare, perché fosse possibile parlargli; Milady sapeva bene che la sua più grande seduzione era nella voce, che percorreva tanto agilmente tutta la gamma dei toni, dalla parola umana al linguaggio celeste. Tuttavia, ad onta di tutte queste seduzioni, il piano di Milady poteva naufragare, giacché Felton era prevenuto, contro il più inaspettato degli scogli. Essa, dunque, si sforzò di controllare tutte le proprie azioni, tutte le proprie parole, persino il più semplice sguardo dei propri occhi, persino

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