“Non un rumore che mi permettesse di misurare il tempo, veniva dal di fuori fino a me; presumevo che potessero essere le sette o le otto di sera, perché eravamo in ottobre ed era buio pesto. “A un tratto il cigolìo di una porta che gira sui cardini mi fece trasalire; un globo di fuoco apparve sopra l’apertura vetrata del soffitto, gettando una luce violenta nella camera, e io mi accorsi con terrore che un uomo era in piedi a qualche passo da me. “Una tavola con due coperti e un pranzo preparato era comparsa, come per magia, in mezzo alla camera. “Quell’uomo era colui che mi perseguitava da un anno, che aveva giurato di disonorarmi e che dalle prime parole che uscirono dalla sua bocca mi fece capire che ciò era avvenuto la notte precedente.” “Infame!” mormorò Felton. “Oh, sì! Infame!”

