CAPITOLO 14-2

2005 Parole

«Calmati, Veronica. Mi chiamo Douglas e sono stato assunto da tuo padre per mediare il tuo rapimento. Ero il finto cugino con cui hai parlato al telefono qualche giorno fa». Veronica rimase immobile. In effetti la voce somigliava a quella che aveva sentito. «Siediti e rilassati! Ti stiamo riportando a casa», le spiegò infine lui, lasciandole andare i morbidi capelli. Veronica si alzò a sedere e si guardò attorno. «Mi dispiace. Proprio ora c’era un uomo che stava tentando di stuprarmi, e credevo fossi lui», disse senza guardarlo. «Non temere, capisco». Annuì, senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi. «Come sta mio padre? Stiamo andando a casa ora?» chiese lei, girandosi verso di lui. Di nuovo la sensazione di guardare in quegli occhi diede a Douglas un qualche genere di conforto.

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