CAPITOLO VENTUNO «Cosa diavolo è successo?» domandò Amber. «Chi era quel tizio?» Diana scosse la testa. «Non lo so. Non sono riuscita a capirlo, è tutto così strano qui dentro. Non credo di averlo creato io, però, così come non credo che tu sia solo una mia invenzione.» «Non lo sono, posso assicurartelo.» Amber si agitò sulla sedia, riuscendo a spostare le gambe di qualche centimetro in avanti. «Ma ora che se n’è andato mi sento molto meglio. Pensi che possiamo slegarci? Oppure ormai ci hai fatto l’abitudine?» «Aspetta. Ancora non ho imparato a controllare i sogni.» «Magari è il momento di cominciare.» «No», sbottò Diana. Poi addolcì il tono. Non voleva rispondere male alla sorella. «Mi spiego meglio. Se cominciassi a imparare a stare qui, allora vorrebbe dire che mi sto abituand

