CAPITOLO TRENTUNO C’era qualcosa di positivo nell’attività, almeno non avvertiva il senso di paralisi costante. E la fatica fisica aiutava ancora di più. Il terreno della cantina era irregolare e spostare lo scaffale non era affatto facile. In compenso stava facendo rumore, eliminando il senso di soffocamento provocato dal silenzio. Sbuffando, aveva già percorso metà della distanza che la separava dalla parete dietro l’altare. Si fermò solo un istante a riprendere fiato, poi riprese a spingere. Certo, le era pesato dover togliere tutti quegli oggetti che, lo sapeva, erano stati toccati dall’assassino. Erano contaminati. Ma lei ormai lo era di suo, Tinsley lo aveva accettato. Se fosse riuscita a redimersi, lo avrebbe fatto chiamando i rinforzi. «Non avrai altre occasioni», si disse con

