CAPITOLO DICIANNOVE Fu come precipitare di nuovo nel suo corpo. La sensazione era stata la stessa, ma naturalmente non era successo davvero. Era ancora nella mente di Diana. L’ambientazione del sogno era simile a quella di quando era entrata, era tornata nei sotterranei che aveva percorso in lungo e in largo al momento del primo contatto. Ma c’erano due enormi differenze ed entrambe le provocarono un brivido lungo la spina dorsale. Prima di tutto, era legata. Qualcuno – Diana? – l’aveva piazzata su una sedia e le aveva legato mani e piedi. Secondo, non c’era alcuna traccia di Matt. Quella parte della sua mente era vuota, come un telefono staccato. E non era sola. Con la coda dell’occhio, nella penombra, vide altre due figure alle sue spalle, entrambe posizionate come lei, come a formar

