IL MATCH NOTTURNO E LA STATUA-4

2123 Parole

Gli dicemmo di lasciare la porta aperta e di provare tutto quel che voleva. Così lo sentimmo mentre eseguiva alcuni dei suoi brani, sempre con l’ukulele che si era portato dietro. Erano a metà tra il malinconico e il graffiante. Molto belli. Toccanti. Aveva una voce strepitosa, caldissima e forte nei bassi ma altrettanto efficace sulle note acute dove, anche se a tratti sembrava quasi che gridasse, era molto controllata. Almeno tre ottave e mezzo piene di estensione, forse più. Fax mi guardò con uno dei suoi sguardi eloquenti, quelli carichi di approvazione. «Canta da bestia il giovane» disse Mimmo. Aveva un anno meno di noi e si era iscritto al nostro stesso liceo, per il momento non ci aveva raccontato altro di sé. Per un attimo pensai che avere due cantanti in gruppo avrebbe potuto c

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