XXIX. Non appena i giovani capirono di aver mano libera, i più audaci tra loro balzarono nell’arena brandendo l’ascia di battaglia e preparandosi a lanciarla in modo da colpire l’albero senza però minimamente sfiorare la vittima. Era questa una impresa talmente difficile che solo i più esperti nel maneggio di quell’arma pericolosissima avevano il permesso di parteciparvi, ché la morte prematura della vittima avrebbe guastato la festa. Tuttavia anche nelle mani più sicure i prigionieri sottoposti a questo genere di supplizio riuscivano raramente a restare incolumi, e nel caso particolare del nostro eroe Quercia-Spezzata e i guerrieri più anziani temevano che la dura sorte toccata alla Pantera non spronasse i lanciatori di scure a porre termine in modo analogamente brusco alla vita del prig

