Chapter 1
Prefazione
Il fascino del racconto, delle favole antiche ma anche di fantastiche leggende legate alle proprie origini da sempre hanno destato l’interesse degli etologi e degli studiosi di usi e costumi anche tribali.
Questo non vuole essere un romanzo vero e proprio, anche se l’autore ha voluto intervallare ogni gruppo di racconti leggendari con i dialoghi tra i giovani Indios mentre ascoltavano, attorno al fuoco serale della Riserva di Bananal, il pajé della loro tribù che raccontava loro le antiche leggende. È più semplicemente una piccola raccolta costituita da una sessantina di racconti, che presentano i personaggi e le leggende indigene più note nell’America Latina. Da qui nasce anche il titolo del libro che Learco ha voluto scrivere mettendo insieme narrazioni, fantasie, ed inoltre, le curiosità idiomatiche del dizionario da lui tradotto in italiano ma tratto da due differenti lingue: Tupí e Portoghese-brasiliano.
È un pot-pourri che il lettore, se non è cultore di questo tipo di letteratura, potrebbe non gradire ma come in tutte le ricette nuove, bisogna prima assaggiare per poi giudicare. Un certo scetticismo è naturale di fronte a cose nuove ed inusuali ma già dopo le prime pagine si ci trova immersi in un mondo che potrebbe definirsi “da favola”. Sapori antichi accompagnano in questo viaggio nel passato dove Learco ci introduce narrando di in Popolo già decimato dagli invasori colonialisti giunti dall’Europa e dalle malattie portate da questi.
Descrivere il mondo indigeno e le sue leggende è un buon sistema per non far dimenticare al mondo che, sebbene rimasti in pochi, gli Indios ancora esistono. Le leggende indigene sono storie fantastiche piene di mistero e di soprannaturale legate da incantesimi e magie ma talvolta anche da stregoneria. Per le Nazioni degli Indios esse sono molto importanti perché è sempre stato il mezzo attraverso il quale educare i bambini piccoli delle tribù. Ancora oggi lo si fa nelle “aldeias” per inculcare il senso di appartenenza alla razza.
I nuovi indigeni sono simili ai loro coetanei del terzo millennio. Studiano, frequentano le Facoltà delle Università degli Studi, fanno amicizia con altri giovani di culture e razze differenti. Stanno via, via sempre più integrandosi, attratti dal mondo dell’uomo bianco. È così che, prima o poi, si sposano con coetanei appartenenti a razze e culture differenti. I loro figli entrano a far parte di una Società Multirazziale, quale è quella brasiliana, ma come Indios perdono la loro identità originaria ed anche il ricordo delle proprie radici. Sarà inevitabile che la Razza India, così come ancora esiste, scompaia: del resto è il prezzo del pedaggio, da altri già pagato, per entrare in un futuro connotato da innovazioni e cambiamenti.
La prosa di Learco è coinvolgente e di facile lettura. Tutto sommato, penso che il suo pubblico accoglierà con favore anche questo suo impegno di rigorosa ricerca descritta, come sempre, con lo stile dell’artista avvezzo all’uso del colore e del pennello.
Elisa Savarese
Presidente dell’Università Avalon
sopravvivono i miti e le
leggende del passato.
Spesso appaiono come
favole molto remote le
cui origini si perdono nella
notte dei tempi.
Ancor prima che gli antichi
Dei andassero via, verso i cieli di galassie lontane,
per gli indios della nazione
di lingua Tupí erano tempi
sereni quelli nei quali le
divinità parlavano con gli
uomini vigilando su di loro.
Dedico il risultato della
mia ricerca sui miti e sulle
leggende indigene del Sud
America a tutte le razze i
cui popoli, di questa Terra
ammalorata dai veleni della
civiltà, si stanno estinguendo.
Spero che questo contributo
possa servire a non farli cadere
dimenticati nell’oblio.
(Learco Learchi d’Auria)
I personaggi del presente romanzo ed anche l’autore, tal quale viene descritto, sono stati ideati dalla fantasia. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti sono puramente casuali.
Indice delle Leggende e dei Racconti