38. Eunice si tranquillizzò vedendo che l'astuccio nero veniva rimesso nella borsa. Il treno frenò improvvisamente e con tanta violenza che la ragazza sobbalzò sul proprio sedile. - C’è stato un incidente? - Non credo - disse Digby con un ghigno maligno. Si era appena sistemato la parrucca e il cappello e abbassò il finestrino per guardare fuori. Sentì delle voci e vide che sul marciapiede splendeva la luce di alcune lampade. Girandosi verso la ragazza aprì la porta. - Andiamo - le disse con durezza e lei rimase immobile. - Non siamo ancora arrivati al binario. - Ti ho detto andiamo... - ripeté lui con una smorfia di disapprovazione. - Ricordati cos'hai promesso... Scese lentamente e si incamminò al buio guidata da Digby. Stretta al suo braccio raggiunse una discesa, un campo dove l

