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27 Dal suo ritorno a Parigi, sei settimane prima, Thérèse viveva nel torpore ardente della felicità, e prolungava in ogni modo il suo sogno senza pensieri. Andava a trovare Jacques tutti i giorni, nella casetta ombreggiata dal platano, e quando finalmente si staccavano l’uno dall’altra, verso sera, portava nella sua anima ricordi beati. La sua stanchezza deliziosa e i suoi rinati desideri formavano come una catena di fiori che legava tra loro le ore d’amore. Avevano entrambi gli stessi gusti, cedevano insieme alle stesse fantasie. Gli stessi capricci li trasportavano l’uno verso l’altra. Provavano piacere a fare gite nella campagna equivoca e graziosa che contornava la città, per le strade in cui le osterie, color vinaccia, erano ombreggiate da acacie, i sentieri sassosi in cui le ortiche

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