X. SUPPLIZIO CINESE Sono appena passate le cinque quando ritorno alla fattoria di Leatherhead. Metto la macchina dove l’ho lasciata prima, varco il ponticello e giro dietro la casa. C’è una nebbiolina diffusa sulla campagna e l’aria è molto umida. Mi servirebbe un barile di whisky. Giro attorno alla casa, tendendo l’orecchio, ma non sento niente. Rientro per la strada di prima. In breve, mi ritrovo nel corridoio dove ho lasciato l’omaccione. Apro lo sportello del ripostiglio e accendo la lampadina tascabile. L’amico è rinvenuto e storce la testa per guardarmi, con la coda dell’occhio. Ha tutta l’aria di non avermi in simpatia. — Come va? – gli domando. – Forse verrò a slegarti tra pochi minuti, ma allora dovrai parlare. — E chi mi farà parlare? – ribatte lui. — Io, e non credere che

