Il tempo volava: la duchessa con ansia disperata gli gridò: — Ma almeno andate dal governatore e ditegli che fino all’inferno io perseguiterò gli assassini di Fabrizio! Quella disperazione che accresceva la naturale eloquenza della duchessa atterrì sempre più il marchese e accrebbe la sua indecisione. Dopo un’ora era più irresoluto di prima. La povera donna, agli estremi della disperazione, ed essendo convinta che il Conti non ricuserebbe nulla a un genero così facoltoso, arrivò fino a buttarglisi in ginocchio. E la pusillanimità del cavaliere d’onore crebbe ancora: a quell’incredibile spettacolo, temé perfino d’essere egli medesimo compromesso senza sua colpa; ma, buono in fondo, fu commosso al veder così a’ suoi piedi una donna tanto bella e potente. «Chi sa — gli passò per la mente

