Cominciò la giornata buttando sul fuoco la patente di conte del Rassi, che da un mese stava sulla sua scrivania. Destituì il generale Fabio Conti e incaricò il colonnello Lange, suo successore, d’una inchiesta per accertar la verità intorno a quel ch’era accaduto nella cittadella. Il Lange, un bravo soldato polacco, spaventò i carcerieri, e riferì che s’era voluto avvelenare la colazione del signor Del Dongo; ma s’era dovuto rinunziarci per non metter troppa gente a parte della cosa. Meglio s’era provveduto per il desinare, e senza l’arrivo del general Fontana, il Del Dongo era perduto. Il principe ne fu costernato; ma siccome era innamorato veramente, si consolò nel potersi dire: «Dunque io ho proprio salvato la vita al signor Del Dongo, e la duchessa non fallirà al giuramento». Poi, di

