Chapter 61

1122 Parole

Fabrizio non si curava troppo della proprietà della lingua quando dava nome di appunti alle «zampe di gallina» di cui aveva ricoperti i margini dell’in folio delle opere di San Girolamo. Nella speranza di rimandare il libro a don Cesare, in cambio di qualche altro, aveva giorno per giorno scritto sui margini una specie di diario di tutto quel che gli accadeva in prigione. Gli avvenimenti registrati si riducevano a estasi di amor divino (l’espressione ne indicava un altro ch’egli non s’arrischiava a scrivere). E ora questo amor divino lo traeva a profonde disperazioni, ora voci gli giungevano dall’empireo a rinverdire le speranze e a cagionargli commosse letizie. Tutto ciò, per fortuna, scritto con un inchiostro di prigione, fatto di vino, di cioccolata e di fuliggine. Don Cesare rimettendo

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