Dopo che quel giovane ebbe sonnecchiato, più che dormito, per una mezz’ora, abbandonò il suo pagliericcio per venirmi a cercare fuori dalla caverna. Io ero andato a mungere le capre, che, come il lettore sa, tenevo in un recinto poco distante. Quando mi vide mi corse incontro, tornò a gettarsi per terra, rinnovando i suoi gesti grotteschi e facendone altri per assicurarmi in tutti i modi possibili della sua gratitudine. Tra l’altro mise il volto in terra, accanto a uno dei miei piedi, e come aveva fatto prima mise l’altro mio piede sulla sua testa, sforzandosi di darmi tutte le immaginabili dimostrazioni di soggezione, servitù e sottomissione, per farmi capire che mi avrebbe voluto servire per tutta la vita. Molte cose le capii, e mi sforzai dal canto mio di fare in modo che egli comprende

