XV. Educazione di Venerdì e primi princìpi della relazione naturale Erano trascorsi solo tre giorni da che ero tornato alla fortezza, quando pensai di togliere a Venerdì i suoi tristi gusti da cannibale, facendogli assaggiare carni diverse da quelle a cui era stato per malvagia fatalità abituato. Perciò un mattino lo condussi nei boschi. Ero partito in realtà con l’intenzione di uccidere un capretto del mio gregge e portarmelo a casa per cucinarlo; ma mentre camminavamo vidi una capra selvatica che stava all’ombra coi suoi capretti a pascolare. Feci arrestare Venerdì: «Fermo!», gli dissi. «Non muoverti», e gli feci cenno di rimanere immobile: poi presi di mira la mia preda e sparai uccidendo uno dei capretti. Quel povero selvaggio, che prima mi aveva visto uccidere a distanza uno dei suoi

