«Oh, Stefano! M’accadono delle cose tanto gravi!» Entrò nello studio, s’assise sulla sedia più vicina alla porta e, celandosi il volto nelle mani, scoppiò in singhiozzi disperati. Non avrebbe saputo dire perché proprio allora si fosse sciolto in lagrime. Incominciava a riaversi dal fiero colpo ricevuto e otteneva dal dolore riflesso lo sfogo necessario, oppure era la vicinanza del Balli – il quale ci doveva aver la sua parte nella malattia d’Amalia, – la causa di quell’emozione tanto acuta? Certo è ch’egli stesso poi s’accorse di compiacersi d’aver dato al proprio dolore un’espressione violenta; per se stesso e pel Balli. Tutto si mitigava e addolciva nel pianto; egli si sentiva sollevato e migliorato. Avrebbe dedicato il resto della vita ad Amalia. Anche se – come egli credeva – ella foss

