«La mia debolezza è la causa prima della mia agitazione – disse poggiando la testa sulle due mani. – Non m’hai già vista piangere per cose molto meno importanti?» Senza dirselo, ambedue corsero col pensiero a quella sera in cui ella era scoppiata in pianto solo perché quell’Angiolina le portava via il fratello. Si guardarono molto serii. Allora, ella pensò, aveva davvero pianto per nulla, e proprio perché ancora non aveva conosciuto lo scoramento senza rimedio in cui ora si trovava. Egli, invece, ricordò quanto quella scena fosse somigliata a questa, e sentí un nuovo peso piombare sulla propria coscienza. Questa scena era evidentemente la continuazione dell’altra. Ma Amalia aveva deciso. «Credo che tocca a te difendermi, nevvero? Ora non mi pare che tu possa continuare ad essere l’amico

