«Non capisco» ella rispose. Infatti ella non lo aveva sentito. Ma assorbita da quella musica, il suo grande dolore si coloriva, diveniva ancora piú importante, pur facendosi semplice, puro, perché mondato d’ogni avvilimento. Piccola e debole, ella era stata abbattuta; chi avrebbe potuto pretendere ch’ella reagisse? Mai non s’era sentita tanto mite, liberata da ogni ira e disposta a piangere lungamente, senza singhiozzi. Non poteva farlo e questo mancava al sollievo. Ella aveva avuto torto asserendo di non comprendere quella musica. La magnifica onda sonora rappresentava il destino di tutti [28]. La vedeva correre giù per una china guidata dall’ineguale conformazione del suolo. Ora una sola cascata, ora divisa in mille piú piccole, colorite tutte dalla piú varia luce e dal riflesso delle c

