CAPITOLO VI-3

1213 Parole

Ma, scrivendo, aveva dinanzi a sé l'immagine di un uomo diverso, un fantasma fatto dei più ardenti ricordi, delle letture più belle e delle più accese brame, ed egli diveniva infine così reale e accessibile da farla fremere, meravigliata, sia pure senza riuscire a vederlo distintamente tanto si perdeva, come un dio, nella farragine dei suoi attributi... Abitava le contrade celesti ove le scale di seta dondolano appese ai balconi fra il profumo dei fiori al chiaro di luna. Lo sentiva vicino, sarebbe venuto per rapirla, per portarla con sé, anima e corpo, nel rapimento di un bacio. Dopo questi sogni, si sentiva abbattuta, sfinita, perché gli slanci di una così nebulosa passione la spossavano più delle sfrenate lussurie. Emma soggiaceva adesso a una prostrazione incessante e assoluta. Riceve

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