CAPITOLO LXVII

400 Parole

CAPO LXVII Una sera, Oroboni ed io stavamo alla finestra, e ci dolevamo a vicenda d'essere affamati. Alzammo alquanto la voce, e le sentinelle gridarono. Il soprintendente, che per mala ventura passava da quella parte, si credette in dovere di far chiamare Schiller e di rampognarlo fieramente, che non vigilasse meglio a tenerci in silenzio. Schiller venne con grand'ira a lagnarsene da me, e m’intimò di non parlar più mai dalla finestra. Voleva ch’io glielo promettessi. «No», risposi, «non ve lo voglio promettere». «Oh der Teufel! der Teufel!» gridò «a me s'ha a dire: non voglio! a me che ricevo una maledetta strapazzata per causa di lei!» «M’incresce, caro Schiller, della strapazzata che avete ricevuta, me n’incresce davvero; ma non voglio promettere ciò che sento che non manterrei».

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