CAPO XXXII Un giorno, uno de’ secondini entrò nel mio carcere con aria misteriosa, e mi disse: «Quando v’era la siora Zanze... siccome il caffè le veniva portato da essa... e si fermava lungo tempo a discorrere... ed io temeva che la furbaccia esplorasse tutti i suoi secreti, signore...» «Non n’esplorò pur uno», gli dissi in collera, «ed io, se ne avessi, non sarei gonzo da lasciarmeli trar fuori. Continuate». «Perdoni, sa; non dico già ch’ella sia un gonzo, ma io della siora Zanze non mi fidava. Ed ora, signore, ch’ella non ha più alcuno che venga a tenerle compagnia... mi fido... di...» «Di che? Spiegatevi una volta». «Ma giuri prima di non tradirmi». «Eh, per giurare di non tradirvi, lo posso: non ho mai tradito alcuno». «Dice dunque davvero, che giura, eh?» «Sì, giuro di non tr

